mercoledì 10 giugno 2026

AI POSTI, TEMI, VIA!

 È cominciato: l'esame di Stato del 2026 è partito questa mattina per il nostro Istituto Comprensivo con il tema di italiano, tre tracce. Appuntamento per tutti i candidati in sede centrale alle 8:30 - mi raccomando vestiti carini e stirati - per iniziare alle 9:00, dopo aver estratto la traccia e preparato il materiale.

 Interessanti, profonde, riflessive, narrative, descrittive, argomentative: le tipologie lasciano ampio margine di elaborazione e originalità, bisogna leggere comprendere sintetizzare confutare esporre valorizzare e maturare.

 I ragazzi sono disposti su due file lungo i corridoi che girano ad anello, cinque classi di emozione, ansia, sudorazione, sete, silenzio, brusìo, lamentele soffuse e penne smangiucchiate. 

 Tutto procede bene, liscio: rispetto delle regole, cellulari spenti, concentrazione, utilizzo del bagno prima del via, non sembrano neanche loro, quelli che ci hanno fatto disperare di nervosismo fino all'ultima campanella.

 Dopo quattro ore, deserto e pace: plichi chiusi, firmati e depositati dal Capo, pausa pranzo. Perché si sa l'occasione d'esame fa il docente ghiotto, di pancetta croccante che incontra le orecchiette fresche e un triangolo di felicità alle fragole. Caffè ci sta tutto. Neanche due ore dopo siamo a leggere le stesure divine, le parole profuse, le analisi del pensiero, le confortevoli sintattiche sgrammaticate estensioni della mente.

 Con me i miei angeli custodi, professoresse Annesi e Menichini, indispensabili; in altra aula altre due commissioni capitanate da Chilini e Alessi. Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici, che alle 18 non risponderebbe bene neanche sul proprio cognome. Però si torna domani, grigliati.

martedì 9 giugno 2026

IL DIAVOLO VESTE GIOIA

 È solo una battuta, che c'è scappata durante la riunione di oggi pomeriggio. Siamo arrivati alla preliminare, riunione plenaria delle sottocommissioni dell'esame di Stato 2026, Istituto Comprensivo XXV APRILE di Civita Castellana.

 Presidente di Commissione è il Capo, poi c'è Castrucci che scrive passo passo il verbale con le regole i nomi gli incastri e tutte le misure per la migliore realizzazione intellettuale dei candidati; Biagio a revisionare ogni documento e Gioia.

 Gioia è il nostro capo dipartimento di lettere, veglia su di noi sugli adempimenti e le scadenze, spiega senza innervosirsi il da farsi. E per debellare ogni tentativo di utilizzare la "artificienza" da parte dei ragazzi si è architettata un ingegnoso stratagemma, oltre ad ogni precauzione per cellulare e orologio.

 Di fronte ci siamo tutti noi altri a prendere appunti, una grande famiglia che da domani esaminerà competenze conoscenze progressi e livello raggiunto in lingua italiana, matematica e lingue comunitarie, per poi passare agli orali.

 È un insieme di prove importanti, le prime ufficiali e di passaggio dei nostri alunni, verso il mondo superiore. Si comincia dunque mercoledì 10 giugno con il tema, tre tipologie, e poi via via tutto il resto.

 Minerva, dea della saggezza, veglia su di loro e tu Apollo, dio del Sole, vedi di non infuocare i nostri corridoi. Per tutto il resto c'è bisogno ancora di tanta pazienza.

martedì 2 giugno 2026

PERCHÉ NON TORNI?

 È tempo di trasferimenti, o meglio di comunicazioni ufficiali da parte dell' Ufficio competente: chi ha presentato domanda con valide motivazioni leggerezza o scarsa speranza, in questi giorni ha saputo se dal prossimo primo settembre sarà in servizio in altra sede, in altro Istituto, in altro Comune, in altro Ordine e Grado.
 Non rientro tra coloro che hanno compilato tale richiesta, non ho ancora intenzione di modificare drasticamente il mio percorso lavorativo, certo non posso affermare con certezza se sarò ancora la fiduciaria della Secondaria di primo grado di Faleria, se sarò ancora in Salvo, ma tutto il resto è lì sotto gli occhi di segreteria.
 C'è stato qualche scossone che mi ha lasciato perplessa.
 Poi ho ricevuto un messaggio gentile che mi ha quasi commosso, allora come sempre mi sono confrontata con le mie amiche/colleghe: le pipp€ mentali vanno condivise almeno pesano la metà.
 Faccio bene o sto sbagliando a rimanere così "lontana" da casa, dal comune di residenza, dalla quotidianità del Paesello mio? Il viaggio.
 Mi sto proteggendo come identità? Perché ora posso tranquillamente scindere le mie personalità: insegnante, madre, figlia, volontaria...
 Sono soddisfatta dei risultati ottenuti e fermamente convinta che non potrei fiorire in nessun altro luogo o consiglio di classe o collegi docenti?
 Non starò forse idealizzandoli troppo?

 Queste ed altre amenità ho messo sul tavolo da gioco, non crediate che sia semplice decidere o soppesare i vantaggi e gli svantaggi, ognuno di noi poi ha il proprio punto di vista da spiegare e difendere con ampi tratti di testo argomentativo.

 Unica certezza che per il prossimo anno scolastico, ottavo per essere precisi, la mia sede di lavoro sarà ancora quella che mi ha accolta e arruolata, considerato anche che comincerà in un giorno che non mi è indifferente, vorrei far uscire quel secondo libro a cui sto lavorando da un po'.

venerdì 22 maggio 2026

A CASA DI IVONNE

  Venerdì pomeriggio, ore 17:00, c'è la gentilezza, la comunicazione non violenta, ad attenderci a casa di Ivonne, insieme a una crostata e ha un triplo giro di biscottini s'intende.

 Salottino che è delimitato da un angolo cottura, tavolo di lato e sedie in circolo: ambiente caldo e accogliente, ordinato al limite del geometrico, bello! Ci sistemiamo per raccontarci a che punto della pratica siamo giunte: ascolto, bisogno e richiesta; come sempre la teoria è chiara, anzi Gaia, sulla pratica qualcosa mi sfugge, ci sfugge. Di quale bisogno siamo in cerca? Mi colpisce quello di Adalgisa: in un momento in cui la richiesta è veramente alta, dobbiamo essere performanti e trovare strategie al limite delle possibilità, il bisogno primario è quello del "silenzio" ossia del senso. Hanno un senso le nostre parole, le frasi, le corse, l'attività frenetica? Questo eccessivo lavorio mentale di incontrare tutto e tutti ci smorza quasi, occorre concentrarsi sul nostro corpo, sulle richieste che sentiamo agli stimoli altrui: esplorare ed errare per incontrare i bisogni e soddisfarli.

 E' un corso sulla comunicazione, va da sé che stiamo imparando le tecniche per esternare i nostri bisogni, nel modo giusto però non aggressivo o giudicante, senza film mentali o sovrastrutture dannose, velenose e disturbanti. Facile a dirsi, più difficile a lanciare il messaggio, sempre in positivo, attenzione, evitare il non ossia la negazione che porta fuori strada, ostacola e impedisce la linearità del ragionamento.

 Non ci possiamo sottrarre alla scelta, a seconda di come si formula la richiesta dobbiamo predisporci al rifiuto, altrimenti meglio propendere per l'imposizione netta, anche e soprattutto in famiglia.

 L'ardua scelta sta tutta lì: voglio essere felice e vivere bene o avere ragione? La mia armonia nasce dal "tu stai bene allora io sto bene" fine.

 Evidentemente se non fiorisci stai spuntando nel prato sbagliato: inutile flagellarsi per piacere agli altri o imporre il tuo punto di vista, magari agli altri non interessi, non piaci, non sei una presenza importante.

 Secondo punto: non puoi andare a comprare il latte dove vendono le scarpe: quali sono i tuoi bisogni da soddisfare? A chi ti puoi rivolgere per essere accontentato? Inutile pretendere ascolto da chi non è attento alla tua richiesta, cercati qualcun altro per un caffè e due chiacchiere.

 Risultato al netto: Ivonne mi sembra la persona che abbia abbracciato meglio le gaie indicazioni, forse perché è disincantata dall'alto delle sue settantatré primavere meravigliosamente portate, forse perché si sta godendo pensione e nipoti grandi o forse perché condivide il suo spazio ideale e ben organizzato con un gatto!

giovedì 21 maggio 2026

Chi sono? Aldo Palazzeschi

 ARI

Chi sono?

Sono forse un'esteta?

No certo.

Non scrive che una nota ben strana

Lo spartito dell'anima mia:

"follia".

Son dunque un direttore?

Neanche.

Non ha che un accordo

sul mio pentagramma

"l'armonia".

Un musico allora?

Nemmeno.

Non c'è che una nota

Nella tastiera dell'anima mia:

"nostalgia".

Son dunque...Che cosa?

Io suono una nota

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

Il canto dell'anima mia.


NICO

Chi sono?

Son forse un bandito?

No, certo.

Non scrive che una parola, potente,

la penna dell'anima mia:

"giustizia".

Sono dunque un musicista?

Neanche.

Non ha che un suono

lo spartito dell'anima mia:

"tranquillità".

Un giocoliere allora?

Nemmeno.

Non c'è che uno spettacolo

nel circo dell'anima mia:

"vivere la vita".

Sono dunque...che cosa?

Io metto uno sportellino

davanti al mio cuore

per farlo aprire alla gente

che lo merita.

Chi sono?

Nicolò.


LO

Chi sono?

Son forse un alunno?

No certo.

E' ciò che faccio in assenza di costrizioni

Il fulcro dell'anima mia:

"la libertà".

Sono dunque un giocatore?

Neanche.

Non è ciò che faccio in un mondo fittizio

la forma dell'anima mia:

"Ineffettualità".

Un conoscente allora?

Nemmeno.

Non può essere nella percezione degli altri la

verità dell'anima mia:

"Follia"

Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

Davanti al mio "io".

Chi è questa strana persona?

Il tutto e il niente qua nell'anima mia.


BEA

Chi sono?

Son forse una studentessa modello?

No, certo.

La mia identità va oltre questo.

"domani"


Sono dunque un'amica perfetta?

Neanche.

Il modo mio di vedere o sentire il

mondo ha un solo colore.

"tramonto".


Sono dunque... che cosa?

Io metto una lente

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

L'equilibrista dell'anima mia.

martedì 19 maggio 2026

DIPARTIMENTI PLENARI

  Ma anche un po' verticali.

 Martedì diciannove maggio ore 16:45 per permettere a tutti i docenti - anche quelli impegnati nei pomeriggi curricolari e infantili - di raggiungere la Sala Cicuti in sede centrale per raccogliere il gruppo.

 PTOF.

 Si è arrivati a quel punto, la Commissione capitanata dalla professoressa Cristiana Parretti ha elaborato, estratto, programmato, pianificato e discusso il Piano triennale e il curricolo di Istituto, ma ora c'è da scegliere, revisionare secondo le Nuove Indicazioni Nazionali e spartire come le acque del Mar Rosso: chi sta dentro e ciò che sta fuori

 Il gruppo di lavoro prima viene edotto e informato delle disposizioni, del modus operandi per rispondere ai bisogni formativi del futuro cittadino che entra a scuola all'età di tre anni e ne esce a quattordici: c'è un documento - come le Tavole della Legge - che risponderà ad ogni dubbio, pensato secondo la funzionalità del territorio, con quegli obiettivi di crescita e valorizzazione della personalità, il curricolo appunto: sobrio credibile essenziale reale sostenibile e funzionale al territorio in cui insiste ed esiste la Scuola, civitonico falisco viterbese integrato multietnico...

 E allora divisi per materia, disciplina, campo di esperienza o macro e micro area ci siamo sparpagliati al piano superiore; in ogni aula un gruppo con i propri dispositivi, un fascicolo cartaceo in cui consultare le indicazioni dei Saperi e delle Conoscenze per poi elaborare gli obiettivi disciplinari, ossia il sapere e il saper fare, a seconda della classe e dell'anno frequentato.

 La verticalità della disciplina ci ha permesso di incontrare in presenza colleghe dell'Infanzia e della Primaria, viste di sfuggita ai collegi o in collegamento nella commissione valutazione; il confronto su quello che un tempo era il "programma" aiuta anche a capire cosa aspettarsi al cambio di ordine e al maturare del pargolo.

 Scrivere testi complessi, elaborare informazioni da fonti diversificate e capirne l'attendibilità, leggere ogni tipo di brano, valorizzare Omero e Re Artù, va benissimo, ma anche la grammatica tradizionale spicciola morfo-sintattica e pure per campi lessicali. Foscolo non ti tradirò mai!

 Grazie alla Commissione costituita dalle prof Cristiana, Elena, Jessica, dalla maestra Monica e da tutte le altre professioniste, un lavoro certosino e impegnativo.

 Un risultato con i controcurricola!







sabato 16 maggio 2026

IN CORSO

  Tra gli impegni di una docente rientrano anche i corsi di formazione, aggiornamento, comunicazione e sopravvivenza.

 Ecco il venerdì, ad esempio, tra aprile e maggio, abbiamo pensato di prendere parte ad uno di quelli necessari per non perdere la stima, l'autostima e pure la bussola.

 Siamo in Sala Cicuti, in penombra e non solo perché c'è il grande schermo su cui proiettare: fuori imperversa una lotta tra gli ultimi sprazzi di freddo e la sospirata primavera; potremmo andare davanti, ma in prima fila a sinistra si siede sempre il Capo, quindi meglio rimanere dietro o nell'altro blocco.

 Venerdì 15 magio siamo al terzo incontro di quattro e l'argomento da trattare è sempre l'ADHD, sotto diversi punti di vista, con esperti diversi: tocca a Francesca Strappini, che chiede subito la definizione dell'attenzione, il Capo la sa, anche noi ma temiamo di sbagliare, proprio come i nostri alunni, allora ci andiamo piano. Una comincia, l'altra prosegue, una incoraggia e un'altra annuisce: selettiva, sostenuta, divisa. Ecco si parte bene, stiamo attenti.

 Corrono le schermate, si prendono appunti e ci si concentra sui "compiti": l'esperta ci presenta varie situazioni, simulazioni di casi scolastici e ci chiede di spiegare i comportamenti errati, di modificare l'approccio, di rimodulare le verifiche e di articolare frasi motivazionali, energetiche, energizzanti, proprio quelle che servono anche a noi adulti in certi momenti, in certe ore, con certi soggetti.

 Ma si sa la vita scolastica è multiforme, a volte bizzarra e la docente deve o dovrebbe essere il più possibile performante, anche quando ha spiegato in tutti i modi conosciuti un argomento, ha terminato i sinonimi, ha voglia di una coccola al caffè e un respiro profondo la riporta alla realtà: rinforzo, gratificazione e sostegno, non solo per gli studenti.

 Come aiutare i bambini sovraccarichi, ma anche quelli capaci; come contenere i momenti di stress e scegliere piccoli premi, meglio se piccoli incarichi che rompono la noia e la monotonia. Arrivano suggerimenti dalle retrovie: orologio della stanchezza, clessidra, adesivi a forma di stelline o sorrisi, uno sguardo d'intesa. Un'invocazione a Zeus e a Minerva?

 Ecco allora uno strumento buono da provare a redigere, il diario del comportamento, su tre colonne: evento/fenomeno - pensieri - emozioni; ovvero registrare l'antecedente, i pensieri e le conseguenze;  dobbiamo prevenire momenti di rabbia, evitare situazioni che poi degenerino, tranquillizzare l'alunno. Il tutto consapevolmente, per ogni momento scolastico, in ogni gruppo classe che poi è la somma di tante micro storie, a cui si aggiunge un "nuovo" adulto ad ogni cambio d'ora.

 Se non vi sembra difficile non avete mai messo piede in una classe.

mercoledì 13 maggio 2026

EXPLORATORES EXTRA MOENIA

Martedì 12 maggio abbiamo percorso il Sistema Solare in lungo e in piatto.
 Lungo perché nel bosco il tragitto prevede una fatica di oltre tre chilometri all'andata e se non vuoi rimanere sotto la grande quercia devi anche ritornare. Piatto perché per ogni pianeta c'è un cartello verticale da leggere e da scansionare.
 Un esercito di studenti stellari alla conquista di territorio, conoscenza, storia e sopportazione del caldo ha così ottenuto la sapienza planetaria armato di coperte, teli e cibo. La parte migliore, come sempre, le pause per rifocillarsi, per nutrire corpo e mente, per stendere i muscoli o scambiare qualche battuta tra studenti in segreto!
 Oltre ad aver saltato sei ore di lezione in classe - che non ci sembra poco - ci siamo divertiti veramente tanto tra ragazzi con chiacchiere e scherzi per conoscerci meglio e scoprire un angolo verde del nostro territorio, a qualcuno del tutto nuovo.
 Segnaliamo il sentiero, oltre che per la nobile conoscenza e la scienza, per la presenza di asparagi selvatici per una frittata tanto semplice quanto gustosa o come condimento per la pasta.

 GRAZIE A CHI HA ORGANIZZATO!

 Gli alunni della classe 2A della Salvo D'Acquisto di Faleria














mercoledì 6 maggio 2026

POETI DI-VERSI

  La terza media si sa è interessante anche per le liriche novecentesche, gli strali i dolori le sofferenze i lamenti e via di seguito. Ecco perché ho chiesto a quei poeti improbabili della sezione A di cimentarsi con gli Ermetici, i grandi indiscussi Maestri della letteratura.

 Ecco a voi i migliori risultati, apprezzatene lo sforzo e l'inventiva.

Ed è già giorno

Ed è già giorno

Le foglie che cadono

dagli alberi come gli

alunni dal letto la mattina

prima di andare a scuola.


San Martino del Carso

Di queste scuole

Non è rimasto

Che qualche

Brandello di studio


Di tanti alunni

Che mi sorprendevano

Non è rimasto neppure tanto


Ma a scuola

Nessuna interrogazione manca


E' il mio professore

L'insegnante più straziato.


Ed è subito lunedì

Ognuno sta solo sul cuor della casa

Trafitto dal pensiero della scuola

ed è subito lunedì.


Di questa scuola

Di questa scuola

non è rimasto 

che qualche

pagina di libro


Di tanti professori

che mi corrispondevano

non è rimasto neppure tanto

Ma nel cuore

la Salvo manca


E' la scuola

il paese più straziato.


Un'intera nottata

Un'intera nottata

buttato vicino ai libri

massacrati

con la bocca

a ripetere

volto alla sofferenza

con il sudore sulla

nostra fronte

penetrata

nel mio cervello

gli appunti del libro

Non sono mai stato

tanto

a ripetere.


Di queste case

Di queste case 

è rimasto

che qualche

pezzo di amore


Di tanti

che non mi corrispondevano

è rimasto

neppure tanto


Ma nel cuore

nessun amor finito manca


E' la mia mente

il paese più straziato.


L'amore

L'amore sboccia come un fiore

però a volte viene trafitto

da un mattone.


Scolari

Scolari andiamo, è tempo di soffrire

Ora in terra di 3A, i miei alunni

lascian i rifiuti, e vanno verso la furia

Scendono al bagno selvaggio

che 4 è come i voti della pagella.


Ed è subito nota

Ognuno sta solo sul banco della scuola

trafitto da un urlo:

ed è subito nota.

domenica 3 maggio 2026

SERVE VERAMENTE UN SECONDO LIBRO?

  Eccola l'indecisione, furtiva sibilante concreta.

Sogno di diventare un scrittrice di successo, un'autorità, ma anche un'esperta, chiamata ad esprimersi su determinati argomenti e situazioni, finalmente pubblico qualcosa di cui andare fiera e al secondo passo già mi raffreddo. Tentenno, temporeggio, ci ripenso, allungo e dilato: e pensare che sono già a buon punto dell stesura. Vorrei consegnare "la brutta" stampata alla mia professoressa, giudice unico schietto insindacabile, ma qualcosa mi blocca.

 Ad esempio la freddezza di alcune persone amiche, la lentezza di altre, l'indecisione nel rispondermi. Dovrei proseguire imperterrita, senza considerare chi il primo libello neanche lo ha acquistato, contano i numeri? Per la diffusione delle idee sì, non dico un caso mediatico ma certe classifiche sui quotidiani valgono parecchio.

 Anche la divulgazione via social sembra più veloce ed incisiva di una pubblicazione: un video o una serie di foto hanno molta più visibilità di un articolo del blog, parliamo di uno a cento come proporzione, questo almeno leggo sulle statistiche che mi riguardano. Un video diventa "virale" in pochi minuti, un articolo deve trattare di qualcosa di molto conosciuto o plateale altrimenti rimane di nicchia, comunque povero e poco commentato o condiviso.

 E in tutto questo io dovrei sperare in un secondo libro? È quasi pronto e tratta di matriarcato, donne uniche nella loro semplicità.

 Magari è la volta buona che i miei conoscenti mi evitano, mi disconoscono, mi tagliano fuori.

 Oppure diventerò una personalità, ma ci credo poco.

lunedì 27 aprile 2026

DIPARTIMENTI LATINI

  Spira un venticello di grandi novità a scuola, Zeffiro sereno diceva uno bravo, secondo le Nuove Indicazioni Nazionali, se LEL vuole.

 Ossia, Latino per Educazione Linguistica.

 Stando a quanto riportato, nelle more di organizzazione autonoma, considerate le ore di approfondimento da rivalutare sulla base di un potenziamento sintattico, potremmo abbandonarci a piccole gioie civiche, puntellate da richiami artistici.

 Cos suggerisce l'agenda? Nord.

 Quale opzione ci calza meglio? Curricolare extra o proteica? Comunque è un questione da classi seconde e terze in uscita con spiragli liceali.

 Il dipartimento di lettere oggi pomeriggio si è riunito in seduta comune, con alcune assenze giustificate, per trovare una formula appropriata, un quadrato che si chiude tra orario di servizio, progetti, esperti e rilevanze curricolari. È stato ascoltato ogni pensiero, valutata ogni remora, espresso più di un parere favorevole contrario cinquanta e cinquanta; letto e condiviso l'articolo di Orizzonte, spulciata la nota ministeriale, almeno un'ora settimanale...

 Ci siamo lasciati con almeno tre proposte, due chiacchiere e una certezza: al Capo l'ardua sentenza, dopo un colloquio riassuntivo con il braccio destro professoressa Treglia.

 Il latino l'ha da fare, ma con congruo anticipo organizzativo per dar modo alle famiglie di poter valutare, decidere e amare il latino.

Curate ut valeatis.

domenica 26 aprile 2026

IL PREZZO DELLA LIBERTÀ

 È veramente tanto che non scrivo, o meglio è trascorso un po' di tempo da quando ho messo in ordine i miei pensieri per tradurli in un articolo del blog.

 Colpa del lavoro che assorbe troppa energia, poi tutto il resto che è assai ingombrante. Leggo, molto.

 Stasera è arrivato il momento, lo sento proprio urgente un confronto: chi o cosa gode dell massima libertà? Ci ho riflettuto parecchio perché a volte mi sento oberata, schiacciata da impegni e convenzioni, attese e pre-giudizi: essere madre moglie figlia sorella nipote collega non è per niente semplice. Allo stesso modo anch'io mi aspetto tanto da chi mi sta a fianco o di fronte. Così effettivamente tempo utile da dedicare a noi stessi resta veramente poco e di scarsa qualità.

 Libertà di agire o non agire. Mangiare o no. Riordinare, pulire, organizzare. Uscite poltrire, correre o rallentare.

 Chi veramente può disporre del proprio tempo e delle proprie energie, è sostanzialmente solo. Vive, felicemente o meno, da solo; mangia prepara cucina sceglie, da solo. Altrimenti sono contrattazioni, equilibrio, compromessi. E poco libertà.

 Vale la pena? Siamo stati creati per godere della socialità o arricchirci di unicità?  La libertà ha dunque un prezzo molto alto, la solitudine. Siamo disposti a sostenerlo?

domenica 12 aprile 2026

UN SABATO PREZIOSO

  Sabato 11 aprile sono "corsa" da un punto all'altro degli impegni letterari di ultima scelta: mattino in biblioteca a Bassano in Teverina, pomeriggio in cartolibreria a Vignanello.

 Il gruppo di lettura per adulti di Bassano sta muovendo i primi passi, ci siamo incontrate in quattro e abbiamo discusso di società moderna, antiche difficoltà femminili, lavori precari e futuro nebuloso, partendo da Viola Ardone e Concita De Gregorio. Fulcro del gruppo è la signora Simonetta, che si divide tra la biblioteca appunto e la sua passione manuale, di creazioni e lavori deliziosi, come i segnalibri che ha preparato per la seconda parte della mattinata. Alle undici infatti è partita la lettura ad alta voce per i bambini, con l'interessamento dell'assessore Agnese Gregori. Gli albi illustrati, con protagonisti gli animali, sono stati presi in prestito dalla fornitissima biblioteca comunale di Soriano, una certezza.

 Nel pomeriggio invece doppio appuntamento alla Cartolibreria di Denise Fochetti, prima un appuntamento con i volumi di Iperborea poi la presentazione del mio libro, emozione. I bimbi sono stati carinissimi, attenti e curiosi, specialmente al grido di Caccapupù.

 Per il mio libello sono stata affiancata da Marco Poli, che è un ragazzo competente e vulcanico quando si tratta del mondo dei libri. Una chiacchierata libera, sincera, con spunti interessanti sulla scuola e le difficoltà che incontrano le famiglie oggi nel tenere lontani i pargoli dalla tecnologia per supportarli nel piacere della lettura.

 Era da tanto che non mi capitava di condividere opinioni e giudizi letterari, di confrontarmi con generazioni diverse e appassionate, di ragionare di eroine e animali curiosi.

 Stando agli accordi, ci ritroveremo presto: dove mi chiamano, mi cercano, mi vogliono...io partecipo, con grande affetto.

 Allego qualche foto della splendida giornata letteraria.






venerdì 10 aprile 2026

MA COSA STO COMBINANDO?

  Mi sono accorta solo questa mattina che nel mese di aprile, dopo dieci giorni, ancora non ho scritto nulla, nessun articolo né di commento né di cronaca. Zero, peccato. Non che non abbia parole in mente o frasi sulla punta della lingua, ma non ho trovato modo tempo voglia desiderio di scrivere, tutto qui.

 Ci sono state le frenetiche giornate pasquali in mezzo, oltre a impegni vari ed eventuali che spuntano fuori come riunioni, aggiornamenti, letture, visite di cortesia. Sto lavorando inoltre al secondo libro e sto raccogliendo materiale, personale ed esterno, anche se con grande fatica e scarso risultato...ho ricevuto diversi no, negazioni, divieti che mi hanno bloccata. Pure gli impegni lavorativi non scherzano, anzi, ci sono sempre criticità, emergono difficoltà, nuovi arrivi e vecchie conoscenze, documenti convocazioni e rappresentanti. Per non parlare di incontri e formazione: sulla carta e in teoria sono imbattibile, poi nella pratica arranco.

 I miei sogni di gloria sono ancora lì, intatti, che aspettano di essere esauditi, chiusi, conclusi, trionfanti. Intanto sarò ospite per una lettura ad alta voce e una presentazione del libello.

 Poi il maggio dei libri, le uscite didattiche, la settimana degli Invalsi, incontri di volontariato e non dimentichiamo la dieta.

 Dunque ci sono, sto lavorando su più fronti, cerco testimonianze femminili, leggo e recensisco, frequento le persone che mi amano e mi accettano così con i miei difetti.

 A volte riesco anche a discutere con mio marito.

sabato 28 marzo 2026

RIUNIONE NPL IN FATTORIA

 Sabato 28 marzo, ore 10:00 da Valentina P. che gentilmente ha messo a disposizione la struttura per una riunione in presenza di strategiche riflessioni.

 Ci accoglie un sole primaverile meraviglioso che illumina fioriere e verdi prati di margherite, ma sono le raffiche di vento fastidioso a spingerci all'interno, in una sala accogliente riscaldata che in un angolo mostra cibo e bevande a nostra disposizione.

 Aggiornamento da parte di Elena, referente del gruppo, su incontri con il coordinamento regionale, i progetti e votazioni; la parte difficile è proprio la comunicazione, il raccordo tra le idee e la fattiva realizzazione, ma anche la necessità di una base di appoggio non è da sottovalutare.

 Siamo tutte donne, sedute attorno ai tavoli, accerchiate da tre bimbe, un bimbo e Plinio: si segue il discorso, ma si accettano anche disegni, giochi da assemblare e finte pappe cucinate.

 Prossimi appuntamenti importanti: presentazione della guida NPL, letture al Museo Rocca Albornoz e formazione. Mail da inviare, commissari straordinari, luoghi del cuore da valorizzare: si passa alle criticità degli ultimi appuntamenti, accoglienza spiegazione intenti del volontariato.

 Il nostro gruppo è molto attivo, si sono calendarizzati eventi mensili che hanno permesso un certo seguito, una riconoscibilità sul territorio, ma lo scopo è sempre attirare famiglie alla lettura, coinvolgere pediatri e consultori, non abbandonare strade centrali e spazi pubblici al disinteresse o peggio all'incuria.

 E così tra un biscottino, un tarallo e una nuova avvincente proposta di ampliamento territoriale, trascorrono due ore di idee che siano teatrali, dialogiche, formali o informali, patrocinate schedate verdi riqualificare e pure emergenti.

 Grazie a Valentina P. per l'ospitalità e grazie a Alessandra P., Valentina I., Claudia, Giovanna, Elena ed Elisa, è sempre un piacere il confronto con le volontarie che ammettono la deformazione professionale, l'acquisto compulsivo di albi illustrati, la voglia di riempire certe sale di bimbi catturati dalle parole, dalle illustrazioni e dal ritmo musicale.

 E poi, facciamo rete con gli altri gruppi della provincia?





venerdì 27 marzo 2026

FATINE, RIMBOCCARSI LE MANICHE

  Quando il Presidente chiama...

Il gruppo delle Fatine ha ottenuto di poter utilizzare una delle sale di un palazzo storico centrale come base di appoggio, lavoro, riunione e operatività, grande soddisfazione.

 Per questo fine settimana è pianificato il trasloco di materiale, scatoloni e scaffali, quindi il primo passo è stato organizzare una squadra di pulizie.

 Eravamo libere da impegni lavorativi e familiari in quattro e così siamo andate: buona intesa, straccio veloce. È un immobile di un certo fascino antico, con il soffitto a cassettoni, le mattonelle del pavimento dei primi del Novecento, con qualche acciacco dovuto all'età. Però è quello giusto, grazie a padre Valdo e alla parrocchia.

 Il gruppo delle Fatine è sempre attivo, propositivo, colorato; ognuno offre il proprio tempo e le proprie capacità, si sono aggiunte forze nuove e nuove amicizie. Molto bene.

 Prossimamente altri aggiornamenti.

giovedì 26 marzo 2026

DANTEDÌ, DI CURA IN CASA

 Martedì 25 marzo abbiamo onorato un'occasione letteraria anche noi in Salvo: versi infernali alle ospiti della casa di cura. Eravamo in dieci: Leo, Edo, Marty, Gae, Diletta, Emma, Aurora, Riddhi, Dalila e Alessia, pronti ad intrattenere le signore e le loro assistenti. Riddhi, da vera professionista, ha introdotto la materia e noi poeti: emozione dolce! Dagli amanti ai traditori, da Ulisse a Lucifero, le terzine sono scivolate via senza intoppi, nonostante i problemi di udito e la tentazione della merenda! Dal momento che le signore hanno apprezzato abbiamo deciso di leggere anche qualche passo della nostra letteratura: il Cantico, Petrarca, il Magnifico e addirittura Martina ha declamato Ariosto. Dopo tanto sforzo mentale, abbiamo meritato una merenda salata e abbondante. La migliore comunque si è rivelata la signora novantenne che ha ripetuto con calma e sicurezza "Quant'è bella giovinezza / che si fugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c'è certezza...".

Un'esperienza positiva, un'attività extra scolastica pomeridiana che abbiamo organizzato con il cuore, per cui ringraziamo Villa Bea che ci ha accolto.






mercoledì 25 marzo 2026

QUEI POETI DI 3B

  Oggi abbiamo festeggiato la giornata della poesia con una manifestazione di un certo spessore: classi unite, Sindaco, assessori e biblioteca comunale sullo sfondo.

 Ogni classe ha organizzato uno spezzone di proprio interesse, ma la 3B ha voluto esagerare...vi lascio i due pezzi scritti insieme, quello da intro e quello di commento finale in aula.

 Noi ragazzi non capiamo la poesia, troviamo molte difficoltà a interpretare certi termini che nella nostra quotidianità non utilizziamo, ci sfuggono le metafore e non solo quelle...

 Preferiamo ascoltare musica e vivere di emozioni visive, sguardo d'intesa, sorrisi e messaggi sul cellulare, pura poesia! Schalla.

 Preferiamo vivere nel chill, camperati, workout con i gym bro. Ci vediamo per un ape in centro, pullappiamo le vecchiette, lasciamo visualizzato ghostando gli amici. Alcuni di loro e gli adulti sono cringe, non hanno aura!


 Che a scuola si fatica, lo sappiamo, ma sudare per la poesia, anche no!

 E invece... gruppo disorganico, marcia lenta e sbilenca, abbiamo trovato in cima all'ospedaletto tre losche figure - non erano i bravi - armate di libri, perdincibacco!

 Spazio aperto, sole a picco, profumo di erba che solletica le narici, pennichella?

 Certo che no! Poesia, giapponese, AIKU che?

 E poi la seconda, maledetta primavera, gne gne gne gne, antipatici, secchioni, a memoria!

 Quei traditori della 3A hanno prodotto un testo serio e pure le poesie da Nobel polacche, traditori sì troppo seri!

 Per fortuna poi è sceso in campo il maestro, il campione della 3B che ha illuminato le menti d'immensa AURA!