lunedì 21 marzo 2016

ECCOLI, STANNO ARRIVANDO...

Articolo semi-serio, ma non troppo, sulla costumanza elettorale, non me ne vogliate, si fa per ridere un po' e qualche volta riflettere sul modus operandi civico.

 Strani movimenti primaverili, si aggirano tra la folla, li incontri sempre più spesso, al bar, in piazza la domenica mattina, all'uscita dalla messa, non puoi non vederli stanno lì con il loro bel sorriso a trentadue denti, freschi, ti salutano con un cenno della testa, del mento, con la sigaretta stretta tra indice e medio e ti guardano.
 Ma soprattutto guardano se ti avvicini o saluti qualcun altro, se qualcuno ti invita per una bevuta o un caffè.
 Li incontri anche in manifestazioni a cui non hanno mai partecipato negli anni passati, ma ora è arrivato il momento di farsi vedere, meglio una capatina veloce, sobria, ma al punto giusto, qualche stretta di mano, pacca sulle spalle.
 Qualcuno ti telefona per invitarti ad una riunione informale, tra amici, tanto per rendersi conto delle idee, dello sviluppo, insomma del programma da presentare, quanto sia efficace e soprattutto vicino alla gente, come nessuno mai.
 Ricordo ancora quante persone sono venute a trovarmi a casa, si sono scomodate, mi hanno lasciato pieghevoli e biglietti da visita per la scorsa tornata, attendo con ansia anche per questo appuntamento, pensavo di chiedere in cambio un lavoruccio, un postarello, una lettera di presentazione, un encomio, chenesò una menzione speciale per alti valori professionali raggiunti.
 In fondo ormai sono abbastanza conosciuta in paese, quantomeno per quello che scrivo dopo ogni evento cultural-artistico, e se non scrivo due righe io...



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