domenica 11 febbraio 2018

WONDER, IL FILM

 Ho fortemente voluto vedere questo film al cinema per rendermi conto di persona se valesse effettivamente tutte le splendide parole e i complimenti ascoltati in questi ultimi mesi; non ho ancora letto il libro, da cui è tratto, che mi descrivono come un vero capolavoro, quindi ho una visione parziale dell'opera.
 Sono andata con il maggiore dei miei figli, perché agli altri due hanno pensato le maestre a organizzare un'uscita collettiva, per poi discutere di emozioni, passioni e cattiverie scolastiche.
 Vi dico subito che la visione non mi ha entusiasmato alla follia, avevo anche preparato i fazzoletti, in caso di lacrime, più volte invocate nei racconti di alunni e amici, invece non li ho usati, anzi.
 Una bella favola, questo sì, dal finale scontato: un intero anno scolastico, il primo delle medie, affrontato con grande forza, in compagnia di qualche amico e tanti bulli da parte di questo bambino dal volto deformato per una rara malattia.
 La parte più vera il colloquio dei genitori del bullo con il direttore della scuola: rispondono a tono, sdrammatizzano le angherie, ammettono addirittura di aver preso parte al lavoro digitale per non vedere più quel bambino tra i compagnetti del figlio, scosso addirittura dalla sua presenza; meno reale la parte del campeggio, per un bimbetto mai uscito dal guscio familiare un'esperienza totalmente positiva, non mi sembra possibile.
 Mi ha lasciata perplessa anche l'armonia familiare che regna in casa, nonostante le enormi difficoltà quotidiane: i genitori sono completamente immersi, dediti all'accudimento del minore e distanti dalla maggiore, che però non dà segni di squilibrio, di ansia o gelosia; tra moglie e marito perfetta intesa e sintonia, lodevole.
 Non saprei affermare se nella vita reale tutto andrebbe in questo modo, però mi piacciono le favole, il lieto fine, credere che un mondo migliore sia possibile e che le donne posseggano una marcia in più.

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