Sono arrivata tardi ad una buona posizione, ho scoperto tardi il mio posto su questo pianeta, sono un'inguaribile sognatrice che crede ancora di poter rendere migliore il mondo con l'impegno spassionato e costante, con l'esempio e la perseveranza.
Amo il mio lavoro anche quando mi dicono che odiano studiare, leggere, scrivere una recensione o un elaborato.
Amo il mio lavoro anche quando affermano che non vedono l'ora di cambiare.
Amo il mio lavoro anche quando non mi consegnano i compiti, si dimenticano il materiale inventando millemila scuse.
Amo il mio lavoro anche quando ricevo tanti messaggi contemporaneamente da più canali o la conversazione prosegue senza posa, a oltranza.
Amo il mio lavoro anche quando le ore da coprire sono più numerose degli scacchi, bisogna piantonare i corridoi e non distrarsi mai.
Amo il mio lavoro anche quando all'entrata mi dicono che c'è un problema: solo uno? Chiedo io.
Amo il mio lavoro anche quando si intasa la casella di posta elettronica, sul RE sono comparse otto circolari e viene programmato un collegio straordinario.
Amo il mio lavoro anche quando non sono proprio pronta per le emergenze, le prove di evacuazione, gli scoppi di pianto, ansia, stress...
Amo il mio lavoro anche quando le verifiche non sono proprio andate bene come speravo e non ho visto una gioia neanche in cinque ore consecutive.
Amo il mio lavoro quando discutiamo di libri e autori, diritti dei bambini, sofferenza delle donne, idee rivoluzionarie, Cuore troppo sorpassato, letteratura noiosa, poeti sfigati e barbari indecisi.
Amo il mio lavoro quando declamiamo la Divina e ci immedesimiamo in Ugolino che sgranocchia il cranio, Ulisse che non vuole ignoranti e traditori che però ci stanno simpatici, poverini.
Amo il mio lavoro nonostante tutto, ma il mio lavoro ama me?

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