sabato 7 gennaio 2017

CHE GIANNA!

 Con questa espressione dalle nostre parti si saluta il freddo gelo invernale, quel vento gelido che taglia le guance, quell'arietta mattutina che ti gela gli indumenti...
 Abbiamo vissuto un dicembre non dico primaverile, ma certo dal tepore autunnale invidiabile e impensabile, chiedetelo alle massaie tutte contente alle prese con chili di panni da stendere ai balconi.
 Giovedì pomeriggio roboanti fiocchi di neve hanno provato a imbiancare le strade del paesello, con scarso risultato, anzi nullo, visto che appena toccata terra si sono liquefatti, delusione amara di tutti i pargoli scolari che già assaporavano l'allungamento delle vacanze.
 Venerdì - Epifania - di buona lena ho provato ad affrontare la fatica di Ercole del circuito cittadino, ma ho dovuto desistere causa "gianna" impossibile da combattere negli angoli in ombra,mi sono accontentata del giro assolato, comunque sotto zero, ma niente neve, nulla. Solo cime innevate in lontananza e foto sui social, a documentare una nevicata sognata fino alla settimana scorsa per le piste da sci.
 E già sento le signore in fila al chiosco dei polli lamentarsi del freddo insopportabile, della cara legna  da ardere per stufa o caminetto, pronte con brodo e polenta, nostalgiche vogliose di luglio e caldo, così come poi tra qualche mese si lamenteranno del sudore, anelanti al fresco invernale, causa mancanza di condizionatore.
 Anche questo è il ciclo della vita, collezione autunno/inverno e primavera/estate.
 Le prime due foto scattate dal Belvedere del paesello, le altre tre a Viterbo, presso il Monumento ai Caduti.





Nessun commento:

Posta un commento