venerdì 17 agosto 2018

ETICA, DEONTOLOGIA, BUON SENSO...

 Questa volta vado sul pesante, partendo dalla discussione serale a casa dei nonni: questione etica, ragionamento, modi di pensare e di vedere la realtà, pensiero politico e credo religioso... Esistono tante bandiere, schemi mentali, barriere di pensiero che inquadrano la nostra vita, che agitano i nostri pensieri, che guidano il fare quotidiano, ecco allora quanto incidono queste convinzioni nella quotidianità?
 Mi spiego meglio: ho una mia forma mentis, credo in determinati valori, vivo secondo regole familiari inculcate da generazioni, bene, allora se mi dovessero pagare per scrivere un discorso opposto a tutto questo, se mi ingaggiassero per un testo di propaganda che non approvo e non condivido, come mi comporterei?
 Si tratta di lavoro, semplice lavoro, per guadagnare qualcosa oppure comunque dovrei lasciar perdere, scegliere altro, qualcosa a me più simile?
 E non facciamo subito i moralisti, quelli che predicano bene, che poi a razzolar male è un attimo, perché il bisogno di lavoro, di portare il pane, pagare il mutuo, comprare le scarpe, provvedere agli studi, scegliere uno sport evidenza la differenza.
 Se una persona dovesse prestare servizio in una famiglia i cui ideali politici fossero opposti, come dovrebbe comportarsi?
 Sulle pagine social leggo ogni giorno tante bestialità, tante frasi fatte, ad effetto, ma poi la realtà è tutta completamente diversa: il quotidiano, il bisogno, la vita ci porta a comportamenti adeguati al gruppo in cui viviamo, non potremmo resistere molto se ci opponessimo sempre e comunque, se ci volessimo dissociare sempre e comunque.
 A cena ho risposto che non comporrei mai un pezzo contro certi valori, non presenterei mai una manifestazione che esalta certi modelli che non mi piacciono, non appoggerei un'associazione che promuove qualcosa che non approvo o che mi disgusta... Ma è pur vero che non sono con l'acqua alla gola, benché in cerca di occupazione; comunque la determinazione viene supportata da una situazione non disperata, ma  se un giorno dovessimo versare in pessime condizioni, a chi rivolgersi?  Accetterei un lavoro anche da chi pensa e agisce in modo diverso dal mio?

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