lunedì 4 aprile 2016

CINEMA-DOMENICA-HEIDI

 Prima domenica di aprile, sembra già giugno, anche se teniamo ancora i piumini, per il caldo sole pomeridiano, in programmazione c'è un classico per tutte le età, la piccola svizzera trapiantata a Francoforte.
 Nel film non fanno bella figura le zie né tanto meno le governanti acide e arcigne; la bimba in questione pur affrontando mille traversie negative non perde mai quel dolce sorriso, cui si affezionano tutti, tranne appunto la Signorina suddetta.
 Per fortuna c'è la nonna, elegante, morbida, intuitiva e disposta a rischiare per la salute della piccola nipote.
 Veramente all'inizio, neanche il nonno ce la vuole, lassù, lontano dalla "civiltà", dalle malelingue e dalla scuola.
 Invece quello è l'ambiente ideale per Adelaide...e per chi non lo sarebbe, quale bambino in età scolare desidererebbe stare rinchiuso in una stanza a studiare piuttosto che cadere giù dal pendio di una montagna rotolando con un amico, con cui dividere anche il pranzo.
 Un classico imperdibile, che deve essere conosciuto, magari dopo il film sarebbe cosa buona e giusta leggere il romanzo da cui è stato tratto il film.
 Miracolo finale, bontà d'animo incrollabile, nostalgia dei luoghi natii, fanno passare in secondo piano il lavoro di Peter, un ragazzino che porta le caprette a pascolare tutto il giorno, l'analfabetismo degli adulti e dei bambini nonché il villaggio intero che sparla del vecchio in qualsiasi occasione.
 Ci siamo anche fatti qualche lacrimuccia, quando nessuno vuole la piccola, che deve andare a dormire nella stalla, quando la zia la rapisce, la lascia senza scarpe e la vende in casa di una famiglia facoltosa ma distratta e assente, quando la bimba rivede e abbraccia il nonno, quando Klara si alza dalla sedia a rotelle e accenna timidi passi.




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