mercoledì 30 novembre 2016

VADO AL MASSIMO

 Casco dal sonno, mi ciondola la testa sulla tastiera eppure devo scrivere qualcosa, altrimenti non vado a ninne tranquilla, ma che mi sta succedendo? Che sia la sindrome delle comari, che nonostante il pranzo da preparare, il marito da accontentare e i figli esigenti si attardano sugli scalini di casa a chiacchierare con le amiche fin oltre il dovuto?
 Non capisco proprio, è come se non ne potessi fare a meno, eppure mi criticano di ciarlare troppo, di dilungarmi assai su particolari e situazioni di cui i più francamente se ne infischiano, peggio per loro...
 Stavo ragionando sulla mia leziosa cortesia, forse oggi non va più tanto di moda, leggo dai social improperi, insulti, commenti inappropriati e, se non vi stanno bene, quella è la porta, grazie, avanti un altro più aperto, di ampie vedute, giovane e non stagionato...
 E meno male che non mi chiamo Lapo e di  mestiere non guido la 500, così per sballarmi mi basta la mia tazza di latte caldo e cacao, ho pochi amici veri, ma molto buoni che non mi portano sulla strada della perdizione e dell'insoddisfazione.
 Vi devo anche informare sui prossimi appuntamenti cui non potete assolutamente mancare, segnatevi: giovedì 1 dicembre nel pomeriggio la lettura in biblioteca, domenica 18 in duomo recita di Natale dei bimbi di quinta elementare e prima media del catechismo.
 Questa sera ho visto in parte il film in TV dal titolo Biancaneve e il cacciatore, proprio come piace a me con il lieto fine, il bene che trionfa sul male, la strega che per rimanere bella e giovane ha bisogno della magia, altrimenti sarebbe una vecchia terribile e malvagia.
 Ancora sono convinta che chi lo merita alla fine esce fuori, si fa notare e trionfa. Basta attendere la persona giusta, che colga le tue capacità, la tua inclinazione, la tua forza e voglia di fare, senza problemi, interferenze o malumori. Ne sono convinta, prima o poi qualcuno si accorgerà e apprezzerà le mie doti, molto molto nascoste. 



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