martedì 10 luglio 2018

DIMMI TU, COME FARE

 Ma vi siete mai trovati nella situazione di essere a conoscenza di un malessere, di una strana sensazione, di un brutto periodo di una persona cara e di non sapere da che parte cominciare? Sembra facile offrire il proprio aiuto, il proprio supporto; parole, frasi, messaggi, un invito al bar niente di impegnativo, qualche minuto per coccolarsi, magari davanti ad un cappuccino in mezzo al viavai di gente ci si confida meglio, ci si apre, riesce ad uscire quel fiume di parole che stenta invece a prorompere.
 Comunque si cominci, qualsiasi verbo venga in mente non sarà mai facile e spontaneo lo sfogo e se poi questa persona non lo gradisse il nostro aiuto, fosse titubante, incerta, timida o temesse di venir giudicata? Non è mai semplice entrare in sintonia con gli altri, neanche si trattasse di una sorella o di un fratello, che hanno dalla loro parte il vantaggio di conoscere già la risposta prima ancora di pronunciare la domanda o di guardarsi negli occhi, perché fratelli e sorelle capiscono dal tono di voce quello che non va.
 E poi mi chiedo ancora, è giusto entrare nell'intimo, nello specifico se non si viene interpellati o si rimane in attesa di una richiesta di aiuto? Star lì a sindacare, come un avvocato, snocciolando domande, replicando e scoperchiare i segreti, sarebbe corretto?
 Certe volte penso che tra amici veri non dovrebbero esistere segreti di sofferenza, se si soffre perché non cercare lo sfogo? Poi però mi rendo conto che non sempre si ha la giusta lucidità di un verdetto netto. Quando le parole sono uscite - io poi le scrivo pure - non tornano indietro, quando hai palesato il tuo punto di vista, difficile ritornare sui propri passi e se la persona da soccorrere ci ripensa, interpreta male o travisa?
 Può accadere che la tua voglia di starle vicino venga invece interpretata come un impicciarsi, un voler entrare in affari che non ti riguardano, uno scavare dove invece non sia lecito e allora si perde facilmente credibilità, si finisce con diventare antipatici, con l'essere additati come pettegoli, impiccioni o scassap@ll£, il che diventa veramente grave...
 Bene, detto questo, non so che fare e come procedere, mi verrà in mente qualche buona idea prima o poi...
 Intanto una bellissima canzone di Antonello, che non si sbaglia mai!
https://www.youtube.com/watch?v=a4N2r1at4Vc

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