domenica 18 giugno 2023

ERAVAMO PICCOLI E CARINI SCOLARI ALUNNI MUNELLI

Noi che siamo entrati a scuola nel settembre 1981, lo scorso secolo, lo scorso millennio, da scolari avevamo i capelli informi, cortissimi se giravano i pidocchi, i codini e il cerchietto, i colori dei vestiti poco abbinati, ma sempre puliti almeno all’entrata, indossavamo la tuta di fratelli e cugini più grandi, il grembiule, gli stivali di gomma per i giorni di pioggia e spesso quelle orrende scarpe ortopediche blu. Cartella in spalla, dura, con gli straccali!

Noi che abbiamo frequentato l’asilo, le elementari e le medie potevamo poi interrompere gli studi a soli quattordici anni e dedicarci ad un mestiere, gli anni di studio obbligatori erano solo 8, quindi la maestra che ci accompagnava per ben cinque anni era veramente formativa, importante, iconica.

E noi ci siamo affezionati alla maestra, nel bene e nel male, troppi ricordi affiorano sempre perché fa parte di noi, del nostro percorso di vita, della nostra Storia, chi non ricorda il primo giorno di scuola o la prima impressione appena varcato il grande portone?

Noi andavamo a scuola da soli, uscivamo da soli, c’era lo svogliato, quello bravo e intelligente che non si applicava, il timido, lo strano, la cocca o il cocco, l’asino o ciuchino, somaro pure si sentiva spesso. Quando eravamo alunni noi ancora non esistevano le diagnosi, i disturbi dell’apprendimento o dell’attenzione e per alcuni la vita scolastica non è stata proprio semplice, diciamolo!

Noi che abbiamo cominciato il nostro percorso formativo – come si chiama ora – ben 42 anni fa, siamo stati molto fortunati ad incontrare queste maestre, ad affezionarci a loro, tanto che qualcuna ha pure deciso di proseguire su quella strada… Qualche volta capita che gli insegnanti non siano tutti bravi, portati per quel mestiere, preparati, ma quella è un’altra storia. Oggi siamo qui per ringraziare, coccolare, scattare tante foto, continuare ad accumulare ricordi da tenere stretti.

La maestra è quell’essere mitologico che tutti, ma proprio tutti nella loro vita devono incontrare, prima o dopo, qua o là, su o giù; la maestra non ha età, rimane uguale nel tempo e nei ricordi assume quell’aspetto per sempre, anche se poi la incontri con il bastone, i capelli bianchi e qualche ruga a sottolineare i tanti sorrisi che ha sempre dispensato.

La maestra ha quel taglio di capelli e il solito rossetto, quando incontra un uomo o una donna sgomita chi gli sta vicino e dice: quello è stato alunno mio, era terribile, non se stava fermo un attimo, ma era de core! La maestra si ricorda di ogni alunno, dei bravi e dei difficili, magari ancora tiene tra i ricordi qualche disegno, qualche letterina, qualche foto della sua classe.

La maestra la riconosci subito, profuma di colla vinilica, brilla di materiale luccicante e afferra tutto quello che può essere riciclato, colorato, ritagliato, assemblato per portarlo a scuola per i lavoretti, per la recita, per il cartellone, per i segnaposti, per i saluti finali.

La maestra ha una fantasia incredibile, colora il mondo, capisce il carattere dei bambini, intuisce che qualcosa non va, ha superpoteri perché deve tenere a bada un gruppo assortito, rumoroso, eccitato, parla perché tutti la capiscano, può ripetere infinite volte lo stesso concetto, ride anche se vorrebbe urlare, urla per ottenere l’attenzione, ma poi le passa subito.

Grazie allora maestre Maria Teresa, Annamaria e Miriam per le esperienze condivise, le parole dette e quelle tenute dentro: eravamo piccoli, carini, magri, cicciottelli, dalle mille potenzialità con il mondo da conquistare; oggi ci ritrovate genitori, fidanzati, separati, professionisti, operai e operatori, imprenditori, singoli, insegnanti e addirittura una nonna!



venerdì 16 giugno 2023

UN SOSPIRO DI SOLLIEVO

  Quello che si tira alla fine della riunione denominata "ratifica degli scritti ": venerdì pomeriggio, tutti impegnati quelli in commissione d'esame a correggere, rivedere, controllare, valutare, griglia in mano e tanta pazienza. 

 Ci sono griglie certosine, al netto dei centesimi per valorizzare tutti gli spunti, le parole, le risposte che siano aperte chiuse fantasiose comprensive inclusive ed esaustive.

 Siamo tutti anche ad apporre autografo ad ogni foglio, a righe o a quadretti, che scorra davanti: ognuna delle cinque sottocommissioni deve verificare le prove italiana, matematica straniera. Ci sono ottimi risultati, belle conferme e qualche sorpresa: ogni docente di materia è naturalmente chiamato in causa a soppesare l'errore, magari ripercorrendo la spiegazione in classe, l'interrogazione simulata e tutto il calendario del registro elettronico.

 Sono soddisfazioni i risultati positivi, le prove più difficili superate in modo brillante, i ragazzi che si sono messi in discussione scegliendo la traccia più impegnativa, il metodo giusto, l'intuizione geniale, la scaletta costruita, gli assi perpendicolari, i solidi ruotati, il testo inventato e tutto il resto...

 Il Capo legge ad alta voce i nomi dei candidati, la valutazione, poi passa al verbale e si scioglie la seduta: volti distesi, sorrisi e soddisfazione per aver lavorato bene.

 Il più è fatto, dopo gli scritti manca solo il colloquio orale: ognuno sta solo davanti al consiglio trafitto da inventiva geniale ed è subito interrogazione...diceva più o meno Quasimodo. 

 Domani si comincerà, in particolare la sottocommissione quinta scenderà in campo a metà della prossima settimana.



martedì 13 giugno 2023

CINQUANTA SFUMATURE DI CORREZIONE

  Scivola via il primo giorno di scritti, quello in cui i ragazzi delle cinque terze di istituto si sono cimentati con un elaborato esprimendo proprietà di linguaggio, competenza morfo-sintattica, capacità di sintesi...

 Ed eravamo veramente uniti, insieme, vicini vicini, disposti su due file lungo i corridoi del primo piano della sede centrale, sezione dopo sezione con una cattedra a delimitare il campo d'azione.

 Eleganti ed emozionati tutti i docenti, per lo più di color panna abbigliati, commissioni di vigilanza e supporto, il Capo con noi tra un banco e l'altro, una pacca di incoraggiamento e una parola di conforto.

 Sistemare gli esaminandi, smistare i fogli protocollo, distribuire le fotocopie dei titoli, tracce diverse per tipologia: testo descrittivo/narrativo, argomentativo, di comprensione.

Ansia, ultime raccomandazioni, per quattro ore piene di prova. Poi ognuno prende la sua strada e i docenti rimangono per un pranzo frugale, ma al dolce non si rinuncia no, quattro chiacchiere sempre sulla scuola, non sia mai che si svincoli da certe tematiche.

 E il pomeriggio, griglia in mano a correggere, verificare le competenze, esaltare il risultato, ragionare di scelte ostacoli sfide: il bello è che non abbiamo ancora voglia di mollare, perché ci incontreremo di nuovo a valutare in modo collegiale. 

 Domani, mercoledì, daranno i numeri, in senso lato/figurato/metaforico/vero.


lunedì 12 giugno 2023

PRELIMINARE SIA, LA RIUNIONE DICO

  Trattasi della riunione plenaria per dare inizio agli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione. Siamo alla secondaria di primo grado e dobbiamo licenziare i ragazzi, i grandi w meritevoli.

 Sede centrale, secondo piano, biblioteca: fervore, effervescenza, portatili aperti e funzionanti, tutti indaffarati tra la fine dei consigli e l'inizio dell'esame. 

 Il Capo gira tra aule e corridoio, tra banchi e sedie, prende appunti, corregge, poi chiama a raccolta tutta la squadra: documenti alla mano, si spiega e si fa il punto di valutazione - commissioni - orari - prove su tre giorni. 

 Massima riservatezza, professionalità e firma: nessuno che abbia effettuato lezioni private o sia parente fino al quarto grado per gli esaminandi.

 Si illustrano caratteristiche del gruppo classe, si leggono i voti di ammissione: i ragazzi sono in totale ottantacinque per cinque sezioni, ne leggeremo delle belle.

 Alessandra Castrucci verbalizza, Gioia Chilini è il nostro angelo custode che tutto conosce e controlla: le eleggeremo sante alla ratifica finale.

 Siamo pronti, incolonnati nei corridoi: domani i ragazzi scriveranno il loro miglior tema, mercoledì incolonneranno tutti i risultati matematici al quadretto e giovedì saranno tutti bilingui, europei, internazionali. 

 O almeno così speriamo noi docenti che li abbiamo seguiti, educati, edotti, corretti, ascoltati, accompagnati nel difficile percorso della loro preadolescenza. 

 E da domani raccoglieremo i frutti di cotanto lavoro.



domenica 11 giugno 2023

ODE AI 70 ANNI DI ADALGISA

 

Adalgisa da 70 anni è l’ultima delle Piciucchine, il mignolo di una mano.

Da sempre è cognata, perché Fabio de Mindurzella è entrato a casa de Peppe molto prima del 1960, quando lei aveva tre o quattro anni.

E’ zia da quasi 61 anni - ciao Adriana, madre da quasi 48, suocera da trent’anni - se contiamo da fidanzati altrimenti quasi 21, vedova purtroppo da oltre 25 anni.

In bilico tra Spagna e Italia da più di quindici anni, dal 2009 trascorre le sue vacanze nella Penisola Iberica appena può e sempre accompagnata da qualcuno, ha la scorta lei o la corte, dipende dai punti di vista.

Ultimamente è stata in visita anche in Terra Santa, pellegrina.

Adalgisa ti ascolta mentre parli, ma poi ti risponde su una questione che stava pensando lei; magari ti dice pure di sì alle tue richieste, ma poi fa come le pare.

Pigra, pantofolaia, golosa, i suoi peggiori difetti, ricordatevi che se il suo sguardo è all’altezza delle vostre spalle sta solo esaminando la stiratura delle maniche e del collo, se invece guarda in basso sta controllando l’orlo di ciò che indossate, perché lei è una sarta da una vita.

Libera pensatrice molto concreta, i suoi social sono l’SeO il supermercato di Maria, la panchina della tabaccheria o dell'ufficio Aci in piazza, dipende dalla postazione libera;  ha da poco scoperto il giro panoramico con il pulmino del Paesello, che utilizza con la zia Antonietta come raccolta dati.

Non tiene un cellulare in borsa, non ne vede l’importanza e comunque quello che ha a casa va benissimo solo come orologio.

Ma il merito migliore e quello di cui si vanta, come ogni nonna che si rispetti, è di avere i nipoti più belli dell’Universo, anzi del Creato, anche se quando ha saputo dell’arrivo del terzo non l’ha presa proprio bene. Non dimentichiamo neanche il momento in cui durante un’ecografia al secondo pancione rivolgendosi al dottore ha esclamato: “Dotto’, fa che sia femmina sennò questa li fa un carretto!…

E proprio per questo loro legame quotidiano, stretto e diretto è stata eletta dal più piccolo Bro Supremo.

 Tanti auguri Adalgisa, quest'anno più che mai...


venerdì 9 giugno 2023

FACCE DA SCRUTINI

 Ale, stasera ce lo devi un articolo. Scrivi tutto...

 Detto fatto, anzi chiesto e scritto. 

A parlare le mie colleghe toste, quelle che si sono fatte una carrellata di scrutini da questa mattina alle 9:00: le professoresse di Musica e Arte chiedono conforto sul blog ed io, ben volentieri, le accontento.

 Primo giorno di riunioni per la secondaria di primo grado: in mattinata le terze della sede centrale, nel pomeriggio la sezione della Salvo, sulla carta un calendario agile, invece...

 Le decisioni giuste, le medie dei voti del triennio, le discussioni elevate all'ennesima potenza di equilibrio, fattività e saggezza, la normativa, il regolamento... E i colleghi che si ritrovano incastrati tra un plesso e l'altro, una sede e l'altra che neanche le parole crociate!

 E così si comincia non secondo i piani stabiliti a tavolino, ma a sentimento, dopo una veloce pausa pizza, i cui resti rimangono nei cartoni quadrati. Biagio alla tastiera affiancato dal Capo: voti, giudizi, competenze e grandi aspettative.

 Perché speriamo in una bella prova d'esame, perché vogliamo bene ai nostri ragazzi e non sopportiamo le furbate, perché quando la media risulta alta ci si gonfia il petto, perché sono tutti cresciuti, perché quando c'è il risultato sentiamo di aver lavorato bene...

 E così si finisce tardissimo, dopo il verbale e il tabellone firmati, sfiniti quasi esausti.

 Per i docenti delle terze, in uscita, l'appuntamento è alla preliminare lunedì, come aperitivo: quando il gioco si fa duro, ci scappa una battuta a calmare tutti e il mondo si colora di musica. 


giovedì 8 giugno 2023

"SANTA" CECILIA DA ORTE, INSEGNACI LA MATEMATICA

 La santa in questione è la professoressa Maccaglia, colonna portante della Iannoni di Civita che ha raggiunto il traguardo della quiescenza. Sì, ha chiuso con le lezioni di matematica e scienze, gli scrutini, le gite, i collegi/colloqui/dipartimenti: pensione meritata.

 E per l'ultimo giorno di scuola ha pensato bene di offrire un pranzo in ristorante, torta inclusa, per non superare la prova costume. 

 Tanti i colleghi intervenuti e piacevolmente, gli ex, i trasferiti, i pensionati: la differenza evidente sta nell'espressione distesa, il colorito roseo, il capello a posto, gli occhi dolci. Noi in servizio, arrivati a giugno, assomigliamo più a mostri mitologici che a professionisti, ma sempre geniali goliardici e simpaticoni. 

 Da tavolo a tavolo, da foto a foto, da ricordo a ricordo, scorre il pranzo delizioso e già qualche lacrima scorre, fino alla lettura da parte di Mariella Baldoffei dell'ordine del giorno del "collegio" convocato per accettare o meno l'uscita di scena di M. Cecilia Maccaglia dopo tanti anni di onorata carriera, poi commozione. 

 Belle le occasioni per stare tutti insieme, per sorridere degli equivoci, aggiornarsi sui fatti, condividere pene da risultati, consigliare mete estive e libri di testo, chiacchierare di altri istituti e paragonare il lavoro dei corsi passati.

 Bella la nostra Cecilia con le orchidee di un rosa acceso, piccola accanto ai più alti e atletici dei docenti, sorridente e commossa nella foto di gruppo. 

 E dove lo trovi un gruppo di lavoro così?

Al XXV APRILE di Civita Castellana, ovvio.