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mercoledì 28 giugno 2017

STRINATI E MANTEGNA, lectio magistralis

 E quando c'è Claudio Strinati a Viterbo, non si può non andare, specie se si tratta di una chiacchierata alla sua maniera, colloquiale, spiritosa e molto accattivante.

 Chiesa di Santa Maria della Verità, quella accanto al Museo Civico, dove é stata esposta la tela di Mantegna, ore 18:00: il professore arriva, saluti, strette di mano, piccolo sopralluogo alla Cappella Mazzatosta, quella di Lorenzo da Viterbo, vanto del Quattrocento viterbese.
 Prima di tutto un po' di discorso istituzionale, che non guasta mai, ringraziamenti diffusi, raccomandazioni d'obbligo e poi via con il monologo, per più di un'ora alla scoperta delle somiglianze tra Lorenzo e Andrea, ma anche della carriera lunga e magnifica del Maestro alla corte mantovana.
 E Strinati ci racconta dello scempio del papa che ha voluto radere al suolo l'unico esempio mantegnesco romano, dell'influenza delle colte committenti del Mantegna, della corte e del cartiglio della pala prestata, di cui si analizza una fedele copia durante la conferenza.
 Lectio magnifica, non poteva che essere così, per lo spessore del personaggio, per il suo modo tranquillo e pacato di raccontare fatti anche importanti e gravi, per la facilità di portare il discorso avanti e indietro nei secoli, attraverso signorie, città e idee, dalla tecnica cinematografica di Orson Welles alla pennellata del Maestro, dallo sfumato di Leonardo alla serietà della Madonna, alla figura del S. Giovanni.
 Spiegata cosí l'arte ha tutto un altro fascino, ti appassiona facilmente, ti prende e ti conquista.
 Cosa darei solo per avvicinarmi alla sua facilitá di comunicazione e divulgazione...





venerdì 3 marzo 2017

STRINATI E RAFFAELLO

  Valle Faul, ex mattatoio, ambiente moderno, ristrutturato, come in una vera cittá d'arte accogliente e all'avanguardia: conferenza imperdibile, ho mollato tutti alla nonna per assistervi, c'é Claudio Strinati, quel Claudio Strinati di cui si studiano i libri all'universitá, quello che attribuisce i quadri ad un pittore o ad un altro, quello che ha trascorso la vita a esaminare i particolari pittorici e a leggere i documenti d'archivio. E oggi presenta la sua ultima fatica, un enorme, enciclopedico volume sul grande Raffaello Sanzio, quello delle Stanze Vaticane, il principe dei pittori della corte papale, quello dei ritratti immortali, forse il primo degli artisti raccomandati... a buon diritto!
 Piacevole Strinati, ci racconta di committenze, di invidie e gelosie, di gare e conflitti come se stesse parlando di un qualsiasi aneddoto quotidiano, invece si doveva decidere chi fosse il migliore tra Raffaello e Sebastiano, a chi spettasse poi concludere le Stanze alla morte del Maestro: Strinati ci rivela che il primo posto nell'inventario della National Gallery spetta proprio alla Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo, quadro che gli Inglesi amano oltremisura, per molti concittadini autore semisconosciuto della Pietá dal Museo Civico cittadino, mah!
 Abbiamo anche analizzato i ritratti dei coniugi Doni e di Castiglione, la Pala Baglioni e la morte prematura di un genio che tutti ci invidiano, tranne i Francesi che lo considerano il primo degli inservienti papali, tanto da lasciare sporco e sudicio, cioé senza restaurarlo per bene, il suo San Michele Arcangelo.
 Modera l'incontro A. Alessi, mi si siede accanto Elisabetta Gignera che mi riconosce e conversa amabilmente con me, cosa chiedere di piú? Adoro la storia dell'arte.




lunedì 9 giugno 2014

Claudio Strinati a Viterbo

Pomeriggio intenso quello di domenica 8 giugno a Viterbo, nella calma assoluta di una città nella morsa del caldo, semi-deserta come nelle migliori occasioni estive, sono corsa anche alla presentazione del libro di Claudio Strinati, critico d'arte, uno dei migliori, nonché grande esperto di Caravaggio.
Sala conferenze della biblioteca di Viale Trento, peccato che abbia sbagliato ingresso, entrando nell'edificio accanto, del tutto simile all'altro, ma deserto e abbandonato ai piccioni. Nessuna indicazione o cartellone pubblicitario per un evento speciale.
Fortunatamente sono stata salvata da un signore, che mi ha suggerito di cambiare portone.
Sono arrivata in ritardo, ma l'incontro era appena iniziato, stava parlando il moderatore, mia vecchia conoscenza: frequentavamo insieme i corsi universitari di Storia dell'Arte Medievale e Moderna.
Quando Claudio Strinati prende la parola, adopera un linguaggio semplice, colloquiale e il suo messaggio arriva diretto a tutti i presenti, siamo in tanti, tutti attenti e interessati, si parla di mestiere, di petrodollari, di arte italiana più o meno conosciuta negli Stati Uniti. Qualcuno del pubblico interviene con una provocazione, la più comune: l'arte contemporanea non si capisce, non ha un bel soggetto, rispetto ad un Raffaello. Strinati afferma che il suo compito non è spiegare l'esperienza estetica, un'opera può piacere o no, ma non sarà certo lui a spiegarci il perché ci deve piacere o meno. Accomuna il cibo, l'arte e il sesso, perché a questi si risponde sempre con un mi piace o non mi piace, per definire l'estetica come il perfezionarsi di ciò che abbiamo visto e vissuto da bambini. Una chiacchierata tra amici, ma di alto profilo, interessante e meravigliosa, come solo le persone sagge e preparate sanno tenere. Per concludere il nostro moderatore chiede cosa manca a Viterbo, come si può migliorare la Tuscia e ridendo lo studioso risponde:
- Almeno un doppio binario che colleghi Roma a Viterbo. Perché oggi non è più tollerabile impiegare due ore e mezzo per raggiungere questa città. La stazione alle nostre spalle diventa inutile.
Come dargli torto?
Cerchiamo la connessione veloce, andiamo tutti di corsa e Viterbo è ferma al semaforo rosso del binario.