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venerdì 26 settembre 2014
L'ARTE NELLE SCUOLE? NO, LE SCUOLE NELL'ARTE
Sta per concludersi una mostra maestosa, quanto meno per l'altezza e la mole delle sculture esposte, presente a Palazzo Chigi-Albani da circa due mesi e proprio in questi giorni le classi della scuola primaria hanno visitato i locali al piano terra del Palazzo, che ospitano quadri, ceramiche e bronzi e il complesso delle fontane cinquecentesche. I bambini erano elettrizzati, curiosi, avidi di spiegazioni ed aneddoti inerenti la vita e il lavoro dello scultore Roberto Joppolo, che gentilmente era presente e a disposizione di piccoli visitatori per spiegare le varie tecniche di realizzazione delle sculture in metallo. Il percorso della mostra è ricco di colori, forme e materiali, che hanno attirato gli sguardi e riempito i blocchetti per gli appunti di date e titoli fantasiosi. Non è semplice spiegare l'arte agli adulti, figuriamoci ad un bambino, ma certo i piccoli sono più aperti alla fantasia, ad una visione del mondo particolare, speciale, realizzata non con colori convenzionali, ma vivaci e spiritosi. L'arte non ha età, tutti la possono capire, sta all'adulto esperto e appassionato prendere per mano il giovane e condurlo alla scoperta dei tesori, sempre con lo scopo di conservare, curare e trasmettere quanto di bello e buono si è prodotto e si produce.
domenica 10 agosto 2014
JOPPOLO, BASTA IL NOME
E' successo, non potevo credere ai miei occhi: finalmente è stata inaugurata una mostra, dopo tantissimo tempo, presso il piano terra di un Palazzo rinascimentale meraviglioso, che sembrava avesse il destino bloccato sotto le macerie di una delle tante frane che hanno compromesso la bellezza, la storia e il valore di questo gioiello architettonico.
Un plauso speciale ai volenterosi coopertori che stanno portando avanti un sogno, oltre che un lavoro, naturalmente, quello di riutilizzare a fini culturali il patrimonio storico-artistico del Paese di montagna, altrimenti votato al degrado e all'abbandono. La mostra del Maestro si snoda in un ambiente accogliente, il cui percorso è interno-esterno fino al raggiungimento dei gruppi scultorei che resero celebre il peperino. Ci sono gigantesche sculture bronzee di fronte alle fontanelle zampillanti e piccole ceramiche nelle teche, quadri di dimensioni considerevoli e intagli preziosi nel legno. La scultura ha qui grande risalto, nel dialogo continuo e mai banale tra antico e moderno, bronzo e peperino, figurativo e astratto. E' un'occasione da non perdere, rivolta anche ai giovani studenti e ai loro insegnanti, perché solo ciò che si conosce si ama e si conserva nel tempo. Ancora una volta, torno a lamentare l'assenza di una parte politica cittadina: nessun rappresentante dell'opposizione è intervenuto ad omaggiare un grande artista, disponibile e alla mano, il cui lavoro non può che arrecare giovamento alla situazione culturale cittadina.
Non ho la pretesa di insegnare nulla, ma mi permetto qualche piccolo suggerimento per migliorare a mio modestissimo parere la fruibilità dell'esposizione:
- servono cartelli che introducano il visitatore alla mostra, riguardanti i motivi e le finalità dell'esposizione, ma anche le scelte dei materiali da parte dell'artista;
- mancano pannelli esplicativi anche scritti in un linguaggio semplice e non necessariamente tecnico, che spieghino le tecniche di lavorazione del Maestro, dalla progettualità alla realizzazione finale;
- migliorerei la visibilità di alcuni cartellini con titolo, materiale e data dell'opera, altrimenti posti a terra, poco leggibili.
Un plauso speciale ai volenterosi coopertori che stanno portando avanti un sogno, oltre che un lavoro, naturalmente, quello di riutilizzare a fini culturali il patrimonio storico-artistico del Paese di montagna, altrimenti votato al degrado e all'abbandono. La mostra del Maestro si snoda in un ambiente accogliente, il cui percorso è interno-esterno fino al raggiungimento dei gruppi scultorei che resero celebre il peperino. Ci sono gigantesche sculture bronzee di fronte alle fontanelle zampillanti e piccole ceramiche nelle teche, quadri di dimensioni considerevoli e intagli preziosi nel legno. La scultura ha qui grande risalto, nel dialogo continuo e mai banale tra antico e moderno, bronzo e peperino, figurativo e astratto. E' un'occasione da non perdere, rivolta anche ai giovani studenti e ai loro insegnanti, perché solo ciò che si conosce si ama e si conserva nel tempo. Ancora una volta, torno a lamentare l'assenza di una parte politica cittadina: nessun rappresentante dell'opposizione è intervenuto ad omaggiare un grande artista, disponibile e alla mano, il cui lavoro non può che arrecare giovamento alla situazione culturale cittadina.
Non ho la pretesa di insegnare nulla, ma mi permetto qualche piccolo suggerimento per migliorare a mio modestissimo parere la fruibilità dell'esposizione:
- servono cartelli che introducano il visitatore alla mostra, riguardanti i motivi e le finalità dell'esposizione, ma anche le scelte dei materiali da parte dell'artista;
- mancano pannelli esplicativi anche scritti in un linguaggio semplice e non necessariamente tecnico, che spieghino le tecniche di lavorazione del Maestro, dalla progettualità alla realizzazione finale;
- migliorerei la visibilità di alcuni cartellini con titolo, materiale e data dell'opera, altrimenti posti a terra, poco leggibili.
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