sabato 31 maggio 2014

IN SCENA "IL PAESE DEI QUADRATI (+ IL PAESE DEI CERCHI)"

Come poter avvicinare i bambini al teatro e il teatro alle famiglie? Uno dei modi più divertenti e salutari è aderire ad un progetto di laboratorio scolastico adatto al gruppo. Ed oggi pomeriggio ho avuto il piacere di assistere al saggio finale, in pratica la recita di fine anno, di bambini di quella che una volta si chiamava 2° elementare.
I piccoli attori, come consumati artisti, pur visibilmente emozionati, hanno recitato con corpo e anima, senza evidenti intoppi, maneggiando anche oggetti e attrezzi di scena. Il gruppo poco numeroso, ma ben assortito, ha messo in scena con l'aiuto del gruppo Roccaltia - Musica e teatro, una storia di divisione e incomprensioni, che invece si risolve nel migliore dei modi, quando quadrati e triangoli intuiscono che gli altri possono migliorare la vita.
Si tratta di un libro molto interessante, che affronta nel modo giusto e per niente pesante o noioso, alcune realtà di oggi, come l'accettare la diversità, la collaborazione e l'unione.
I bambini sono stati ordinati e attenti, così entusiasti che alla fine avrebbero voluto ricominciare dall'inizio.
Libro consigliato:
- a tutti quelli che sono disperatamente alla ricerca di compagnia (basta guardarsi intorno e compiere la prima mossa);
-agli insegnanti che affrontano lo studio della geometria,
-agli educatori che guardando un bimbo vedono un potenziale attore, dotato di grandi capacità espressive.




venerdì 30 maggio 2014

SPECCHIO DELLE MIE BRAME, CHI È...

Il confronto è sempre ottima occasione di crescita e di miglioramento, per questo mai sottrarsi a critiche, commenti e incontri ravvicinati. Perché giudichiamo gli altri, per quanto concerne: vita, matrimonio, educazione dei figli e poi non sopportiamo la benché minima ripresa su noi stessi?
Mi capita spesso di dovermi giustificare con le amiche riguardo i più svariati campi d'azione e questo non mi sembra l'atteggiamento giusto, devo imparare ad amarmi e ad accettarmi per come sono, proprio così come appaio allo specchio.
Siamo il risultato di tanti anni di educazione di genitori, nonni e parenti vari, che con le loro parole, critiche ed elogi ci hanno plasmato, cucendoci addosso quel vestito che crescendo, magari, ci va stretto.
Mai confrontare però due fratelli, ponderare le loro abitudini e criticarne le scelte, le strategie e i modi di sopravvivenza.
Invece, troppo spesso mi capita di ascoltare madri sull'orlo di una crisi di nervi causata dal figlio minore meno forte a scuola del maggiore, oppure parole amare per la prole meno ginnica, meno atletica o semplicemente più pigra.
Così succede anche tra adulti, uomini seri e vaccinati, che invece di apprendere nuove soluzioni o nuovi spunti vitali dai colleghi, si chiudono a riccio, rifiutandosi di riconoscere il merito del nemico evitando di elogiarlo pubblicamente, con l'uso evidente della tecnica dell'indifferenza.

Per questo articolo ho scelto un quadro del mio amato Caravaggio Narciso, la cui storia è nota a tutti; morale: il mondo è bello perché vario, c'è posto per tutti e la bravura sta nel dimostrare le nostre capacità, non nell'affossare gli altri.

lunedì 26 maggio 2014

QUALE IMPEGNO?

Pur avendo un'età non proprio fanciullesca, fatico a comprendere le dinamiche delle forze uguali e contrarie. Sono leggi della fisica, che si studiano a scuola e si vivono nel quotidiano: lavoro, impegni, sport, passioni e tanto altro.
Eppure proprio non capisco perché il nostro innato egoismo umano, il nostro curare l'orticello privato ci impedisca, quando proprio non inibisce, l'unione di forze che procedono nella stessa direzione.
Perché continuare a guerreggiarsi, piccoli sotterfugi, intrighi, che logorano, sfiniscono, innervosiscono e bruciano energia vitale, quando si potrebbe trovare un accordo, un punto di incontro buono per tutti?
I Romani lo avevano già canonizzato, divide et impera, se vuoi comandare dividi i nemici, separa le loro forze.
Se un'idea è buona per la collettività, va supportata da tutti, perché non riconoscerne la positività e l'utilità e quindi boicottarla?
Homo homini lupus? Mors tua vita mea? D'accordo, ma poi? Aiutiamoci: progetti, consigli, competenze, ad ognuno il suo riconoscimento, il giusto compenso economico, ma non solo. Però poi scrolliamoci di dosso quell'aria di superiorità, quella convinzione che se l'idea non è mia non è buona, o peggio ancora la ignoro, evitandola per la potente legge dell'invidia.

venerdì 23 maggio 2014

POSITIVA-MENTE, Alessia Clementi

Incontrare una persona positiva, solare, dolce e sempre indaffarata è un'iniezione di energia non comune.
E' questa la sensazione che provo ogni volta che ho il piacere di intrattenermi con Alessia Clementi, una splendida persona, artista di comprovata fama, mamma, moglie e tante altre sfaccettature insieme. Alessia ha questa irrefrenabile voglia di informarti di tutti i suoi progetti, lavori, occupazioni, ha tante idee che le frullano per la mente, dice con un sorriso accattivante, non riesce a non portare avanti tanti spunti artistici, che pure meritano ponderazione e calma.
Dipingere ad acquerello è una delle sue grandi passioni, che però richiede silenzio, concentrazione, raccoglimento: questo è il suo modo di lavorare e si rifiuta di sottoposi ad una estemporanea o ad una performance pubblica, perché afferma che non si sentirebbe a proprio agio nei panni di una pittrice rampante, spigliata, disinibita davanti ad un pubblico raccolto. Snocciola così tante idee e alcune folli intenzioni e mi mostra tre quadri, meravigliosi, non sono monocromi, ma presentano parti di tempera cromata, corposa, che si stacca dal resto della composizione, dipinti che sono la parte di un tutto ancora in fieri, un ciclo personale, di interpretazione, un sogno che sta per avverarsi.
Perché di questo in fondo si parla, della visione personale, onirica della realtà da parte di un'artista mai sazia di emozioni intime, non per questo meno forti e universali.
Uno dei tanti piani futuri riguarda anche una nostra possibile collaborazione, ne sarei onorata, la mia mente sta già elaborando pensieri e parole.



domenica 18 maggio 2014

LA DENDRO-INAUGURAZIONE

Sabato pomeriggio ore 16, tutto è pronto al piano terra di Palazzo Orsini in quel di Bomarzo.
Giuseppe Rossi ha organizzato un evento, ha chiamato a raccolta i suoi amici, collaboratori, estimatori, semplici appassionati, curiosi e naturalmente la sua famiglia.
Un grande cavalletto, tela in posizione, tavolo rotondo su cui sono appoggiati i ferri del mestiere e parte la performance.
Il pittore ha intenzione di deliziare il pubblico con una realizzazione dal vero di un quadro, utilizzando acquerelli e matite acquerellabili. Tra una pennellata e l'altra, il nostro interagisce con il pubblico presente alle sue spalle, spiega l'amore e la passione per questo particolare soggetto e ribadisce il significato profondo che sta dietro ad ogni sua corteccia lavorata, espansa, sublimata.
Quando si sale al primo piano e si prende posto nella grande sala con il soffitto affrescato si crea una grande magia di parole e immagini: gli interventi sono briosi, brevi e molto interessanti. Si evidenziano le grandi contraddizioni del nostro tempo, nel nostro territorio: si lotta per la foresta amazzonica e poi si sorvola sul taglio dei boschi limitrofi, operazione voluta da tanti comuni per fare cassa.
Nell'ordine prendono la parola i professori universitari Anselmi e Piovesan, l'archeologa Francesca Ceci e il fotografo Scataglini. Ciò che accomuna tutte queste personalità è l'interesse per la pianta, la vita naturale, il bosco, la fruizione di luoghi magici, impervi, unici, da valorizzare.
Il dendronaturalismo di Rossi è il suo personale modo di vedere la realtà che ama e in cui vive, di farla propria e di restituircela, finemente elaborata, in un percorso cronologico di grande suggestione, in un contenitore di pregio come il Castello di Bomarzo, circondato dal verde e universalmente conosciuto per il Sacro Bosco di Vicino Orsini.
Quando circa quattro anni fa è iniziata questa avventura dendronaturalistica non credevo proprio che saremmo arrivati ad una festa tanto grande, seguita e ben riuscita; il connubio terra, arte e vita ha creato tutto questo ed io non posso che essere fiera di farne parte.
Grazie Pino.














mercoledì 14 maggio 2014

IPSE DIXIT

- Quando sei interrogato, se non capisci la domanda, è perché non sai la risposta!

- Fammi il piacere, telefona tu alla signora, io mi vergogno.
- Perché ti vergogni?
- Perché mi ha trattata male!
- Quella tratta tutti male, ancora ti fossilizzi su queste questioni!

- Ragazzi, chi mi parla di Mussolini?
- ...
- Mussolini è nato a Predappio, provincia di Forlì. Chi sa dirmi dove si trova Forlì?
-Puglia!?
-Molise!
- Mi fa male il fegato.

- Mamma, ho preso una nota, ma non è colpa mia, chiacchieravano tutti!
- Fammi leggere cosa ha scritto la maestra: "In classe credevo di appartenere ad una tribù di indiani. FIRMA".

- Bella la tua camicia, è nuova?
- Sì, è un regalo.
- L'avevo vista anch'io in negozio, costa più di 40 euro!
- Grazie dell'informazione!

- Ripassiamo i verbi, il congiuntivo, in particolare, che è sempre il più difficile! Presente congiuntivo di andare?
- ... Che io anda, che tu anda...
- Aiuto!


lunedì 12 maggio 2014

ODE ALLA MADRE

Quanto sia complicato questo ruolo, nessuno potrà mai spiegartelo fino in fondo. Per quanto tu possa desiderare un figlio, non sarai mai abbastanza preparata alle difficoltà quotidiane, martellanti, incombenti, continue, notturne e diurne che ti causa, ti costruisce, ti procura, suo malgrado.
Sperare di trovare parole diverse, frasi compiute, immagini poetiche che non siano già state scritte, cantate, recitate, pronunciate è difficile, se non impossibile.
Non credo di essere tanto brava, ma certo sono una figlia e sono una mamma molto fortunata, so cos'è l'affetto, l'apprensione, lo sconforto, la sconfitta, la ripresa, la ripartita, la gioia condivisa, il pianto liberatorio, le lotte, le vittorie, le emozioni, i sussulti del cuore, le ansie, le paure, l'orgoglio e la rivincita, la gelosia e l'amore incondizionato.
Siamo come la mamma ci ha cresciuto, educato, spronato, incoraggiato, punito, bacchettato: contestare, mercanteggiare, un tira e molla continuo, questo siamo stati da figli, chissà cosa ci aspetterà da genitori.