mercoledì 23 maggio 2018

AVREI TANTO VOLUTO...

 Ma vi capita mai di guardarvi indietro, di sfogliare l'album delle foto e di non riconoscervi?
 Avete mai considerato se la persona che siete diventati sia veramente quella che avevate sognato alle elementari?
 Ho sempre desiderato una sorella, perché tutti intorno a me avevano qualcuno ed io a sette anni ancora non condividevo i miei oggetti, lo spazio e l'affetto dei miei genitori con nessuno, mi sentivo sola... Ero ferma nella convinzione di dover scrivere, ma certo anche di costruire una famiglia numerosa.
 Il paesello: ad alcuni sta un po' stretto ed effettivamente quando cammini per strada e ti squadrano, quando cambi taglio di capelli o automobile e ti chiedono il motivo, quando ti ingrassi e ridono, quando dimagrisci e si insospettiscono, vorresti fuggire o almeno diventare trasparente.
 E dove potrei andarmene?
 Ci sono ragionamenti che mi stanno stretti e altri che non condivido; ho riguardo delle opinioni degli altri, ma certo pretendo il rispetto delle mie idee, anche se risultano antiche, antiquate, sorpassate, bibliche e bigotte.
 E poi cerco la compagnia nei momenti di festa: mi piace stare in allegria, in gruppo, uniti e ho la folle pretesa di ricucire un rapporto, di dimenticare il passato e di ricominciare semplicemente con un invito, una telefonata, un messaggio vocale. Non aspetto di sentirmi male o di vedere un mio caro in un letto di ospedale per incontrare una vecchia conoscenza, no: se dobbiamo frequentarci in situazioni critiche, meglio che rimaniamo distanti, divisi e ognuno da una parte. Condividere un sorriso, una battuta, un'occasione, non una visita di cortesia e di conforto, grazie ne faccio volentieri a meno!
 Scrivo le mie idee, scambio battute, fingo di capirci qualcosa di italiano, mi auguro un giorno di diventare famosa con le mie parole...
 Ma guarda tu che gente che si trova in giro, sui social poi...

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