CriticAle
lunedì 29 dicembre 2025
INVITO A COLAZIONE
giovedì 18 dicembre 2025
BRACCIA PRESTATE AL MERCATINO
E niente, permettetemi il gioco di parole, per quei dolci alunni delle terze che stamani per una rara congiuntura astrale si sono ritrovati insieme, uniti e solidali a lavorare di forbici e colla a caldo, glitter e pannolenci per realizzare oggetti da esporre al mercatino. Gran parte della materia prima è stata messa a disposizione da Liana, che insieme alla professoressa Pontillo ha guidato in modo sapiente ma calmo i ragazzi e le ragazze, nel lavoro di fino, nel particolare con grande pazienza.
Decorazioni natalizie, segnalibri, oggettistica varia e colorata che poi sono finiti su uno dei due tavoli rettangolari della biblioteca per il mercatino appunto. E non è finita qui... perché quelli di terza A prendendo in mano la situazione si sono anche offerti come mercanti in fiera: offerte rilanci resto e prenotazioni.
Tutto il ricavato di tanto lavoro sarà utilizzato per libri, probabilmente orologio da parte, una palla da pallavolo, materiale scolastico a disposizione degli alunni e tutto quello che serve quotidianamente a settanta alunni e una ventina di adulti.
Il ringraziamento più grande, oltre ai colleghi, ai genitori che hanno raccolto l'invito e a chi ha donato le proprie creazioni per una giusta causa. Grazie.
Domani, venerdì 19, una seconda puntata del mercatino per i ritardatari per coloro che hanno solo guardato e vogliono pensarci per chi ha prenotato e deve ritirare.
In allegato alcune immagini dei lavori in corso durante la supplenza, quando tutto è filato liscio e non ci sembrava vero...
martedì 16 dicembre 2025
IL CALENDARIO DI CIVICA IN SALVO
Abbiamo un compito molto importante da portare a termine tra fine gennaio e i primi di febbraio: realizzare un calendario tutto nostro, autoprodotto.
Siamo una costola dell'Istituto Comprensivo XXV Aprile di Civita Castellana, esattamente il Plesso Salvo D'Acquisto di Faleria, provincia di Viterbo, secondaria di primo grado e dobbiamo realizzare appunto un calendario mensile come progetto di educazione civica.
Oggi abbiamo elaborato un regolamento da supporto al lavoro corale, una strada maestra per la realizzazione e la scelta delle immagini, punto estremamente delicato in una scuola in cui convergono settanta ragazzi tra gli undici e i quattordici anni, carichi di attesa speranze e scelte superiori.
Ecco i vari punti da seguire:
- Un'immagine unica mensile, il calendario sarà composto da dodici illustrazioni totali.
- Ogni alunno realizza un'immagine per la giornata scelta per ognuno dei tre mesi assegnati alla classe.
- Ogni classe seleziona al proprio interno non più di dieci elaborati, da sottoporre poi alla giuria scolastica.
- Ad ogni mese si abbina: la giornata mondiale, una frase ad effetto, il consiglio di un libro, di un albo illustrato, si un film e di una canzone.
- A fine gennaio si organizza una mostra di tutti i disegni selezionati prima, che saranno "anonimi", vanno scritti sul retro nome dell'artista e classe.
- Esposizione nella classe di appartenenza, sui banchi liberi e dislocati per la visita.
- Flusso ordinato, accompagnato dai docenti e circolare.
- Si esprime un solo voto a testa per ogni mese, esclusa la propria classe. Voto cartaceo con numero assegnato al disegno e mese che rappresenta, da inserire nelle urne che vengono posizionate sulla cattedra.
- Lo spoglio nell'aula della 1A, a cominciare da gennaio.
- In caso di parità, si procede con una votazione per alzata di mano immediata.
mercoledì 10 dicembre 2025
CHE COS'È LA SCUOLA?
La scuola è un luogo di apprendimento, dove si cresce; può essere pubblica, privata o paritaria ed è obbligatoria fino a sedici anni. All’inizio si comincia con i concetti di base: leggere e scrivere, poi si viene a contatto con i valori importanti come l’educazione e il rispetto per il prossimo.
A scuola si socializza, si conoscono tante persone e si stringono amicizie. Si impara ad ascoltare l’altro e a non giudicare le persone; è un posto che possono frequentare tutti, grandi e piccoli, soprattutto gli stranieri per la lingua, il calcolo, il disegno. Anche le mamme possono studiare: se vogliono imparare, la scuola le accoglie.
Convivere in tanti in aula è difficile, condividere spazi comuni è difficile e rispettarli ancora di più: qualcuno danneggia, sporca o imbratta così quello che era pulito e bello diventa sporco, brutto e vergognoso.
A volte può apparire noiosa e spesso gli alunni si lamentano, qualcuno detesta la scuola perché è impegnativa e bisogna faticare molto per raggiungere importanti obiettivi. Si rispettano le regole a scuola e si tiene un comportamento opportuno, si diventa maturi e consapevoli anche di poter sbagliare.
La scuola da fuori sembra un edifico come tanti, ma in verità è una prigione. Così dicono quelli che non studiano tanto o semplicemente non hanno voglia di passare lì dentro tutte quelle ore. Alle medie si rimane sei ore per cinque giorni a settimana.
A scuola puoi trovare compagni cattivi o buoni e professori simpatici o no, severi o meno, che ti insegnano tante materie e alcuni ti catturano con le loro spiegazioni. Capisci il rispetto per il mondo che ci circonda, che è uno solo e ce ne dobbiamo prendere cura proprio noi ragazzi.
A scuola si parla spesso del nostro futuro, i grandi sono fissati con questi discorsi e si dimenticano che noi viviamo il presente, l’oggi e già la verifica di domani ci mette ansia!
Certo a scuola potresti incontrare anche i bulli, gnomi armati di cattiveria circondati dalla loro armata che serve a mantenere il loro potere altrimenti da soli avrebbero paura, ma tu non ascoltarli; cerca gli amici di cui ti puoi fidare e a cui chiedere aiuto ce ne sono tanti, ma li trovi specialmente in bagno lontano dalla ricreazione.
Questo testo nasce da un laboratorio di scrittura in 2A dopo aver letto un albo illustrato e qualche brano dai romanzi che vedete in foto. Stavamo fuori, crogiolati al sole di dicembre, ultime ore della giornata. Proprio quello che ci voleva.
martedì 9 dicembre 2025
PALLONCINI BIANCHI PER BRIO
Tra venerdì 5 e sabato 6 dicembre si è consumata una tragedia terribile: è morto un ragazzo di soli quindici anni, classe 2010, alto e fisicamente piazzato. Federico era di Faleria, ma ha sempre frequentato le scuole di Rignano, usciva lì con gli amici e giocava al calcio, era conosciuto e amato in tutte e due i paesi, ora lo ricordano in tanti con messaggi, foto, striscioni e graffiti sui muri cittadini.
Chi di noi milita nel Rignano lo ha conosciuto, ci ha parlato e ha potuto apprezzare il suo carattere, un leader per la sua squadra, forte fuori e dentro il campo da gioco. Chi ha avuto la fortuna di frequentarlo sa quanto fosse simpatico, una persona speciale che ti faceva ridere con le sue battute, che ora rivolgerà sicuramente agli angeli in paradiso. Con la sua sensibilità sapeva starti vicino, informarsi per i giorni no e farti sentire importante, ma senza essere invadente.
Noi siamo rimati tutti a bocca aperta appena si è diffusa la notizia, perché sui social ancora erano visibili le sue storie e le sue foto, ma già lui non c’era più, lo avevamo incontrato il giorno prima agli allenamenti del pomeriggio. Questo fatto ci ha sconvolti, ci ha provati, un enorme dispiacere ha oscurato le nostre giornate spensierate e libere, non è giusto perdere la vita così giovani e in modo così straziante.
Ripensare ai momenti condivisi ora fa male, perché quando si vive la quotidianità non si riesce a dare il giusto peso a ogni singolo incontro, discorso o scambio di battute, come se fosse scontato, invece poi arrivano certe notizie e il mondo si ferma.
Scrivere cosa si prova in questi casi non è per niente semplice, il sorriso si è smorzato sulle nostre facce, la mancanza di un amico non si può esprimere in poche parole, è come un puzzle incompleto.
Oggi a scuola abbiamo lanciato dei palloncini bianchi dal cortile esterno, abbiamo chiesto alle professoresse questo momento di riflessione e raccoglimento, ma stiamo soffrendo perché non capiamo e non accettiamo di perdere così un amico.
Ciao Ninja, vola alto e sorridi sempre, noi ti porteremo nel nostro cuore.
Le ragazze e i ragazzi della terza A e della terza B della Salvo D’Acquisto di Faleria.
domenica 30 novembre 2025
CHE COS’È UNA PROFESSORESSA
Professoressa è chi insegna dalle medie in su, perché all’infanzia e alla primaria si chiama maestra; insegna ai ragazzi quello che ha imparato da bambina, il suo non è un lavoro ma una missione, una gran voglia di trasmettere l’istruzione di generazione in generazione. Fa un po’ di tutto, dando il massimo di sé, organizzando eventi sia in orario scolastico che extra, a cui alla fine partecipano massimo in cinque.
Può insegnare qualunque materia oppure essere il sostegno di chi ha delle difficoltà, può assegnare i compiti, ma tanti compiti e durante le interrogazioni può fare domande semplici oppure difficili, spiega mentre legge il libro di testo oppure con il power point. La coordinatrice di classe è la capo, può fare tutto quello che vuole: cambiare i posti, mettere le note, convocare i genitori a colloquio e allora sono dolori.
Il professore è quello che ci dà tutto e a lui non diamo nulla indietro; non c’è mai stato uno che sta in aula seduto alla cattedra, fa il suo lavoro ma non trasmetta niente. Rimane seduto oppure si alza e cammina tra i banchi, controlla tutto e non gli sfugge niente, ha lo sguardo da aquila.
Che siano amati o odiati i professori dipende da quali emozioni provano gli alunni verso di loro, comunque i paragoni tra classi non si devono mai fare. Un professore può essere gentilissimo e paziente, cerca sempre soluzioni, se prendi un quattro d’istinto vai da lui e allora ti consolerà. Oppure no, ma in effetti non è mica il suo lavoro stare simpatico alla classe. È un essere maligno il professore, a volte, che desidera solo far soffrire i ragazzi in modo da cibarsi della loro voglia di vivere e di impegnarsi.
La professoressa anche dopo le ore scolastiche pensa a cosa spiegherà il giorno dopo e, anche se ha una vita privata, spesso perde il suo tempo a correggere verifiche non proprio perfette: non è contenta di mettere brutti voti, anzi tutto il contrario e ne rimane dispiaciuta perché pensa che la colpa sia la sua. Un insegnante cercherà sempre di far appassionare gli alunni alla disciplina, ma si offenderà quando scoprirà che la sua è l’unica materia in cui gli alunni hanno insufficienze.
I professori commettono un grave errore se coinvolgono nella punizione tutta la classe quando solo uno sbaglia; preparano verifiche programmate per una data, però alcune volte le fanno svolgere anche a sorpresa, ma solitamente quelle a sorpresa arrivano quando gli alunni esagerano e li fanno arrabbiare.
Molto attento agli errori, soprattutto nella materia tecnologia, perché se appoggi la riga anche di un millimetro di fuori, ti dirà che è storta, il professore ha una mente molto creativa, soprattutto quello di italiano, perché quando c’è il tema per la testa ha mille idee per far confondere gli alunni.
Il professore è uno spione, perché quando c’è un litigio si mette sempre in mezzo; nessuno è perfetto, quindi neanche l’insegnante, ma gli vogliamo bene lo stesso, è un punto di rifermento, un esempio per i ragazzi, uno che non deve lasciare andare al vento le parole di un alunno che è stato bullizzato, ma allo stesso tempo l’insegnante non dovrebbe screditare davanti alla classe uno che ha una brutta scrittura sapendo che è disgrafico.
GLI ALUNNI DI 3A
mercoledì 26 novembre 2025
LE PRESENTAZIONI FINITE MALE
Oggi era il giorno fissato per la consegna del libro accompagnato dalla merenda condivisa; purtroppo su dieci che si erano offerti di portare il vitto, solo in quattro hanno rispettato il patto. E già c’era nervosismo. La lettura e la presentazione fuori dall’aula, in cortile o sulle scale, sono meravigliose: stai vicino a chi vuoi, c’è l'aria fresca e stai anche più attento, però poi si tende a parlare e a giocare. Le attività all’aperto sono le più interessanti, non penso che a qualcuno piaccia rimanere in una stanza a scrivere testi invece di ascoltare le letture mensili, ma poi alcuni creano caos, si parla a voce sempre più alta sovrastando chi sta spiegando. Non a tutti piace leggere, ma ascoltare gli altri è molto interessante, scambiarci idee e punti di vista che vanno oltre la copertina di un libro ti apre tante curiosità.
Quando siamo usciti ognuno si è accomodato o sul pavimento o sulla sedia, in circolo per l’ascolto, ma quattro maschi hanno deciso di fare gli sciocchi, quando un’ape è arrivata a gironzolare nei dintorni, dicono che sia sempre la stessa, esagerati!
Gli insetti danno fastidio a tutti, ma senza tante sceneggiate e mettono paura ad alcuni : quelli non si scansano, si buttano proprio a terra e cominciano a saltare qua e là.
Sono uno di quelli che fa più subire alla classe e alcune volte siamo rientrati in aula proprio per colpa mia. All’interno del gruppo di compagni ci sono delle amicizie più strette, però se da uno “antipatico” viene lanciata una frecciatina scatta la fiamma, altrimenti si ride e ci si passa sopra.
Oggi mi sento un po’ delusa, faccio parte della classe che non è riuscita a rimanere tranquilla, calma, senza agitarsi, ci siamo proprio fatti riconoscere, la nostra non è proprio maturità e siamo lontani dal rispetto delle regole, che pure ci vengono ricordate.
Io sono uno di quelli che ha paura dell'ape, evidentemente non si può avere paura, però con una sgridata quella non passa. Dovremmo restare in giardino e finire l'attività.
Idea! Mettiamo i più agitati accanto alla prof, magari si stanno zitti, pure mettere le note non sarebbe sbagliato, però sappiamo come ci si dovrebbe comportare, specie in queste lezioni carine e leggere.
Anche l'altra volta siamo usciti, ma il comportamento scorretto e le palline di carta hanno spinto la prof a riportarci in classe, oggi abbiamo di nuovo dimostrato di non riuscire a gestire la situazione, siamo incorreggibili!











