sabato 18 aprile 2015

QUANDO ERO ROBUSTA

 In questi giorni tra i miei coetanei girano, virtualmente, tante vecchie foto, quelle di gruppo che si scattavano a fine recita o a fine anno scolastico sugli scalini della scuola elementare.
 Terribili. Ho rivisto quella bambina più alta della media, un po' goffa, con gli occhiali, le scarpe ortopediche alte blu e i capelli sempre corti (colpa dei pidocchi sempre in agguato), mi ha fatto tanta tenerezza, così fisicamente robusta, ma ingenua, semplice e poco furba. Mai ho sopportato quella definizione della mia corporatura, mi faceva sentire ancora più diversa da tutte le altre, svelte, snelle e dai lunghi capelli.

 In generale poi non mi piace rivedere le foto, specialmente quelle di tanti anni prima, inevitabilmente mi scende qualche lacrima: per chi non c'è più, per quei momenti spensierati che sembrano non ritornare, per la realtà stravolta. Nelle foto del giorno del mio matrimonio, sono ritratti amici un tempo fidati e inseparabili ora nemici indifferenti, coppie di giovani ormai scoppiate, una famiglia divisa, qualcuno non più tra noi...
 E' emozionante invece commentare le foto dei miei pargoli insieme a loro, così curiosi e interessati, piccoli scopritori alla ricerca del loro passato, attenti ad ogni dettaglio ed espressione corporei.




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