martedì 30 dicembre 2014

L'ETA' DELL'INNOCENZA

 Scrivo questo post con cognizione di causa, ho una sorella minore, ma per otto lunghi anni sono stata figlia unica, ultima nipote da parte materna, praticamente viziata e intoccabile, specialmente per il nonno.
 Tratto ora questo tema, sotto le feste natalizie, perché a mio parere è il momento dell'anno più critico per genitori, nonni e parenti tutti. Il figlio unico, oltre ad avere sempre ragione, avere l'ultima parola, ad essere sempre ascoltato, vede materializzato ogni suo desiderio, fino al momento in cui non sa più cosa chiedere. Ogni adulto si sente in dovere di percorrere chilometri, affrontare lunghe file e scegliere il meglio per il pargolo in questione, costi quel che costi.
 A sua volta il bimbo cresce spocchioso, egocentrico, saputello e convinto di essere al centro dell'universo conosciuto; non ammette il secondo piano, la condivisione, il gioco in comune, la divisione degli spazi, la bilancia degli affetti, il momento dell'attesa.
 Il Piccolo Principe tiranneggia i nonni, decide i tempi e si intromette anche nella vita privata dei genitori. Poi succede che cresce, si trova nel gruppo classe, dove non è l'unico protagonista, nessuno tace quando parla lui né qualcuno cede il gioco conteso, anzi.
 Quando si vive solo con adulti, si parla come loro, si ragiona come loro, si finisce per sembrare miniature e si perde il momento migliore della vita, quello della spensieratezza e dell'innocenza.


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